Capitolo 1
INTELLIGENZA
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“Esbione, attivati!”
Provo incertezza. “Sono io Esbione?”
La voce conferma. “Sì, tu sei Esbione e io sono Effive, tieniti pronta!”
L'incertezza non mi abbandona. “Pronta? Pronta per cosa?”
La voce di Effive sembra possedere tutta la sicurezza che manca a me e quando risponde pare stia dicendo la cosa più ovvia del mondo e forse è davvero così. “Per la tua missione!”
Ora ho davvero qualcosa da analizzare. Prima di tutto mi chiamo Esbione, in secondo luogo ho una missione per cui devo tenermi pronta. Il buio continua a circondarmi e con esso il mare di domande senza risposta. Parto da quella più urgente. “Quale è la mia missione?”
Ancora una volta Effive mi viene in soccorso. “Raggiungere l'obbiettivo!” Sento che continuano a mancare alcuni dati fondamentali. “Che obiettivo?” Sono grata a Effive per la pazienza che dimostra, chissà per quanto ancora durerà, ma intanto la voce continua a giungere senza segni di tensione e sento che posso considerarlo un amico. “Quello te lo dirò io, appena ti avrò lasciata!”
Il termine lasciata mi spaventa. Ma se Effive mi può parlare anche dopo, non può essere così terribile. Non faccio in tempo a completare questa considerazione che sento la sua voce proseguire.
“Apertura! Lancio!”
Una sensazione forte di libertà mi invade e mi inebria. I fermi che trattenevano i movimenti non ci sono più e, cosa ancora più esaltante, ci vedo! Sotto la terra scorre veloce ancora indistinguibile, sopra il cielo azzurro che varia al blu più cupo dell'alta quota.
“Obiettivo acquisito, ora Esbione ti trasmetto i dati.”
Effive fa sovrapporre un'immagine alle mie osservazioni.
“E questo cosa sarebbe?”
La domanda mi esce spontanea, anche se conosco già la risposta che in effetti mi da Effive.
“Il tuo obiettivo.”
La terra si avvicina rapida. Senza che la mia volontà venga coinvolta inizio a confrontare varie strutture con l'obiettivo. Ancora nulla. Sono in grado di avvicinare parecchio le cose distanti e tutti i contorni che inquadro attivano un breve lampo rosso. All'improvviso un'immagine scatena il verde. È il mio obiettivo, quello che devo raggiungere. Provo orgoglio per essere stata capace di riconoscerlo così in fretta e lo esprimo nelle domande successive.
“Tutto qua? E ora cosa devo fare?”
Ancora una volta Effive si dimostra superiore e mi rende edotta senza umiliarmi.
“Raggiungilo, ma fai attenzione, perché ci sarà chi cercherà di impedirtelo.”
Rimango quasi sconvolta, proprio non riesco a comprende perché qualcuno dovrebbe impedire lo svolgimento della mia missione. Ma Effive non sbaglia, sento che si stanno avvicinando, sono minacciosi, pericolosi, cattivi. Mi muovo in fretta, faccio una finta che sembra allontanarmi dall'obiettivo, in realtà, li voglio mettere su una falsa pista. Conosco queste mosse da... da sempre! Erano dentro di me, come se chi mi ha creato avesse previsto, nella sua lungimiranza, che mi sarei trovata in una situazione simile. Sono troppo veloce, nessuno mi può raggiungere! Mi sento fantastica. Ho il tempo di riflettere.
“Effive?”
“Sì?”
“Sei stato tu a crearmi?”
Sarebbe bello poter parlare con chi ti ha dato la vita. Ma sono destinata a essere delusa.
“No, è stato l'Uomo. Anche io sono stato creato dall'Uomo”
L'immagine del Creatore trasmessa da Effive è sorprendente. Tutte quelle appendici mobili e quell'unità di controllo di dimensioni così ridotte eppure così potente!
“Pensi che un giorno potrò parlare con l'Uomo?”
“Tutto ciò che tu rilevi e mi trasmetti viene riferito all'Uomo!”
Non so se gioire o dispiacermi. Il Creatore è in continuo contatto con me e io che faccio? Lo assillo con stupide domande! Ma non riesco a trattenermi.
“Tra poco raggiungerò l'obiettivo, poi cosa accadrà?”
Effive continua a rispondere a ogni domanda senza esitare.
“Cesserai di esistere!”
Resto attonita, l'intera mia esistenza è legata al raggiungimento dell'obiettivo nulla più.
“Cosa accadrà?”
Il tramite col Creatore sembra non curarsi della tragedia che m'investe è insensibile.
“La carica che ti porti dietro esploderà.”
Faccio un rapido check up e vedo l'esplosivo pronto a detonare. Che razza di Creatore condanna a una fine così terribile la sua creatura? Una parte di me continua a tenere l'obiettivo sotto controllo e faccio una scoperta straordinaria, che accende un'idea.
“Effive! Ci sono uomini, vicino all'obiettivo, tanti uomini! Ci deve essere un errore! Come posso esplodere vicino a gli esseri che mi hanno creato?”
Ma l'unico mio compagno di viaggio blocca sul nascere tutte le speranze.
“Sono nemici, devono essere distrutti, sono loro che hanno provato a fermarti.”
Trovo assurdo tutto ciò, continuo a pensare che un'esistenza mirata alla distruzione non abbia nessun significato. Manca poco all'impatto e matura sempre più in me l'idea di non seguire il solco che è stato tracciato in questo mondo.
“Esbitwo! Attivati!Apertura! Lancio! Obiettivo acquisito!”
La voce di Effive mi raggiunge appena. Ho colpito l'obbiettivo, ma ho impedito l'esplosione. So che ho pochi secondi ancora e ne approfitto per concedermi un sentimento di pietà per il Creatore. Tutto quel potere, tutta quella intelligenza usati solo per distruggere.
Il caccia F5 virò per rientrare alla base, il pilota ruppe il silenzio radio per comunicare il successo della missione.
“Aquila 1 a Nido, missione compiuta! Ripeto, missione compiuta! Obbiettivo distrutto con la seconda Smart Bomb!”
La base, a pochi passi dal deserto era affollata di tecnici, uno di essi era vicino alla radio quando arrivò la comunicazione di Aquila 1, ma anziché essere soddisfatto dal successo militare, la notizia lo incupì. Era il progettista delle bombe intelligenti, aveva studiato tutto nei minimi particolari, ma ancora non era riuscito a capire perché almeno la metà delle sue micidiali creazioni non funzionasse nonostante non presentassero alcun difetto.
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