Storia · capitolo 3

Capitolo 2

La linea dell'acqua di Alessandro

Robert

 

 

 

Robert arrivò sull’isola in un giorno qualsiasi, senza solennità, senza segni che indicassero un cambiamento. Uno straniero come tanti, forse un turista che aveva perso le sue radici.

Scese dal traghetto con uno zaino sulle spalle e una valigia leggera, come chi non ha intenzione di restare a lungo o, forse, come chi non ha nulla da portare con sé a ogni viaggio.

Si guardò intorno con attenzione, non per curiosità ma per orientamento. Aveva imparato a farlo nei luoghi nuovi: scelse una direzione e s’incamminò. Una camminata decisa, un portamento fiero con la convinzione di sapere cosa fare.

Aveva ventiquattro anni: un’età che non faceva rumore.

Affittò una stanza sopra la ferramenta del signor Thompson, una di quelle attività che sull’isola non chiudevano mai davvero.

Il proprietario, anziano e con la postura deformata dal tempo, gli fece poche domande. Robert rispose il minimo indispensabile. Si trovarono d’accordo subito. Avrebbe pagato l’affitto con l’attività lavorativa.

Riparazioni, piccoli interventi, lavori che nessuno aveva voglia di fare, in particolare durante i mesi invernali, ma che qualcuno doveva pur fare.

Quando entrava in casa delle persone lo faceva in punta di piedi. Non spiegava mai perché fosse lì e nessuno glielo chiedeva davvero.

Come in tutte le piccole comunità, c’erano persone che parlavano troppo. Robert non era una di quelle.

La prima volta che vide Valery si accorse di lei senza volerlo. La notò come si notano le cose che non si vogliono disturbare. Distolse lo sguardo, dopo pochi passi tornò indietro.

Era seduta sul muretto vicino al porto, le gambe penzoloni, un quaderno sulle ginocchia. Non stava scrivendo; fissava l’acqua come se stesse contando qualcosa che non si vedeva.

Robert la osservò un attimo più del necessario. Non per la bellezza, né per la stranezza, ma per la distanza che emanava. C’era in lei qualcosa che non cercava attenzione, e proprio per questo la otteneva.

Non seppe dire cosa avesse visto: quel suo modo di guardare il nulla lo aveva attratto come una calamita. Eppure quel giorno passò oltre. Non era il momento. Non lo era mai, all’inizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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