Storia · capitolo 2

Capitolo 1

La linea dell'acqua di Alessandro

L’isola non promette nulla

 

 

 

L’isola non prometteva nulla, non faceva annunci, non offriva prospettive. Era lì, e bastava.

Valery lo aveva capito presto, non avrebbe trovato nulla lì che non fosse già stato deciso prima di lei. Aveva imparato che certi luoghi non ti accolgono: ti tollerano e se resti abbastanza a lungo, smetti di chiedere di più, di cercare altro.

La casa in cui vivevano era poco distante dalla costa, abbastanza vicina da sentire l’odore del sale nei giorni di vento, abbastanza lontana da non vedere mai il mare per intero. Era una casa che non aveva memoria: nessuna fotografia appesa, nessun oggetto superfluo. Solo ciò che serviva, come se quel tocco in più sarebbe servito a far emergere la verità.

Sua madre diceva che bastava quello che avevano. Aveva smesso di crederle quando aveva capito che l’essenziale, a volte, è solo ciò che resta quando non puoi più permetterti altro.

E loro non potevano.

L’isola aveva un ritmo lento, quasi ostinato. Le stesse persone, le stesse strade, le stesse barche che entravano e uscivano dal piccolo porto con lentezza. Nessuno sembrava davvero arrivare. Nessuno sembrava davvero volersene andare, mettere un punto, la parola fine a quell’esperienza di vita.

Valery camminava spesso lungo la strada principale, quella che costeggiava i negozi chiusi per metà dell’anno. Rallentava sempre davanti alle vetrine opache di sale e polvere, provando a distinguere le sagome all’interno con occhi che in realtà avevano smesso di guardare.

A volte si fermava davanti al minimarket, più per abitudine che per bisogno.

Non entrava mai, restava fuori come se fosse già abbastanza. Osservava i colori e le persone che facevano ingresso e uscivano contente o scontente. Un uomo uscì e rientrò subito dopo. Discusse con la cassiera, poi tornò sui suoi passi sorridente come se avesse ottenuto quello per cui era rientrato. Valery l’aveva osservato immobile. Non c’era curiosità nel suo silenzio, non c’era desiderio nella postura ferma e decisa. Stava aspettando che qualcosa la trovasse.

A diciotto anni, l’attesa assume la forma della resistenza, abbandonando quella della noia e lei ne era consapevole. 

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