Capitolo 5
IL PREZZO DEL COMANDO
⏱️ Ore 00:30 del gioco // 05:30:00 all'alba
«A corte, il primo passo verso il patibolo si compie sempre salendo una scala di marmo.»
───
I dieci sopravvissuti salivano in silenzio, un gradino dopo l'altro. La maestosa scalinata reale era illuminata solo da candelabri d'oro le cui fiamme tremolavano a ogni folata di vento gelido. Il profumo di cera d'api e polvere secolare era svanito, sostituito dal retrogusto ferroso del sangue di Leo e Lucas che ancora macchiava le uniformi bianche di metà del gruppo.
In testa alla fila c'era Chris. Il quarterback avanzava a testa bassa, le spalle larghe leggermente curve sotto il peso di una colpa che non era sua. Continuava a fissarsi le mani, pulite ma tremanti, tormentato dal ricordo dello sguardo spento di Lucas.
«Hai intenzione di farci ammazzare tutti, Chris?» la voce velenosa di Maya tagliò il silenzio come una lama. Camminava tenendosi una mano premuta sulla pancia, il volto ancora pallido dopo lo shock nel salone. «Ci hai detto di fidarci. Ci hai detto di metterci in coppia. Lucas ha fatto quello che gli dicevi tu, ha corso verso lo specchio, ed è stato inchiodato alla sedia come un insetto!»
Chris si fermò di colpo su un pianerottolo, voltandosi di scatto. Gli occhi azzurri erano arrossati di rabbia impotente. «Lucas mi ha spinto via, Maya! Ha preso il posto verso cui stavo andando io! Se non fosse salito su quella sedia, a quest'ora al muro ci sarei io!»
«Forse sarebbe stato meglio!» gridò Tom, facendo un passo avanti con i pugni serrati lungo i fianchi. «Ti sei preso il ruolo di capo. Se il capo sbaglia a dare gli ordini, la gente muore. Leo è caduto per quel trono e Lucas per i dardi. Siamo già a meno due, Chris. Quanti di noi pensa che vedranno l'alba se continuiamo a seguire i tuoi piani?»
«Basta!» Sam si intromise, piazzandosi tra i due con le mani tremanti. Si sistemò gli occhiali sul naso con un tic nervoso. «Vi prego, smettetela di urlare. Se facciamo rumore non sentiamo cosa succede... quella voce potrebbe prenderci alla sprovvista.»
Qualche gradino più in basso, Chloe assisteva alla scena senza pronunciare una parola. Con le braccia conserte e la schiena appoggiata alla ringhiera di ferro battuto, manteneva uno sguardo gelido. Poco più avanti, quasi invisibile in mezzo al caos, c'era il giovane Andrew. Il ragazzo teneva la testa bassa, i capelli biondi a coprirgli gli occhi, respirando a fatica. Chloe lo squadrò per un istante, valutandolo freddamente come una potenziale zavorra per il gruppo, prima di distogliere lo sguardo. A Versailles, l'empatia era un lusso che nessuno poteva permettersi.
«Muoviamoci,» tagliò corto Matt, indicando il display nel corridoio superiore.
Il timer globale continuava la sua discesa: 05:28:14.
«Il tempo non si ferma per le nostre discussioni. Se restiamo qui quando la fase scatta, potremmo scoprire che anche i gradini nascondono delle trappole.»
Le parole di Matt raggelarono i presenti. Perfino Elena e Daniel, che erano rimasti in silenzio nelle retrovie, ricominciarono a camminare in fretta, superando i gradini due a due.
La scalinata terminava davanti a una monumentale doppia porta di legno scuro, intarsiata con lo stemma del Re Sole. Non appena Chris mosse l'ultimo passo, le ante ruotarono sui cardini da sole, spalancandosi su un ambiente completamente diverso.
Erano entrati negli Appartamenti Reali.
Il lusso qui era soffocante. Grandi letti a baldacchino con tendaggi di velluto porpora, arazzi immensi che raffiguravano scene di guerre antiche e specchi con cornici barocche che catturavano le luci delle candele. L'aria era satura di un profumo dolce di lavanda e cipria antica. Ma un dettaglio moderno spezzava l'illusione storica: al centro della stanza, disposte in cerchio, c'erano dieci pedane metalliche quadrate, numerate da 1 a 10 con vernice fosforescente.
Dietro di loro, la porta di legno si chiuse con un rimbombo e una grata d'acciaio calò dall'alto, sigillando l'uscita.
Un secondo dopo, le candele si spensero all'improvviso, lasciando l'ambiente illuminato solo dalla luce fredda dei display digitali posizionati sopra i caminetti di marmo.
La voce grave risuonò dagli altoparlanti nascosti dietro i tendaggi.
«Atto II: La Regola del Consorte. A corte, nessuno sopravvive da solo. Il Re ha bisogno di alleanze, ma ogni legame ha un prezzo. Davanti a voi ci sono dieci pedane per dieci sudditi. Entro tre minuti, dovrete disporvi in coppie. Ogni coppia dovrà condividere la stessa pedana.»
Un ronzio elettrico scosse il pavimento e le piastrelle metalliche delle pedane cominciarono a brillare di una luce bluastra.
«Attenzione, sfidanti,» continuò la voce, atona e distante. «Le pedane si attiveranno solo quando registreranno il peso di due corpi. Se allo scadere del tempo una pedana ospiterà una sola persona, o se qualcuno sarà rimasto a terra senza un compagno... la stanza provvederà all'epurazione immediata. Scegliete il vostro consorte. Ma ricordate: a Versailles, chi vi stringe la mano oggi potrebbe lasciarla andare domani.»
Sui display si accese il countdown della fase: 03:00... 02:59... 02:58...
Tre minuti per dividersi in coppie. Dieci persone. Cinque pedane da attivare, lasciando le altre vuote.
«Sofia! Con me!» gridò subito Chris, allungando la mano verso la ragazza con i capelli blu. Sofia scattò verso di lui, afferrandogli il braccio. Insieme salirono sulla pedana numero 1. Il numero sul metallo cambiò colore, diventando verde.
COPPIA 1: REGISTRATA
«Matt, facciamo squadra. Siamo gli unici razionali qui dentro,» disse Tom, indicando la pedana numero 3. Matt rifletté un secondo, poi annuì e salì sul quadrato insieme a lui.
COPPIA 2: REGISTRATA
Restavano sei persone a terra e meno di due minuti. L'aria negli appartamenti si fece calda e dalle feritoie del soffitto cominciò a gocciolare un liquido trasparente dall'odore pungente e acido. Senza la protezione offerta dagli schermi che stavano iniziando a sollevarsi ai bordi delle pedane attive, il rischio era altissimo.
«Maya! Vieni con me, per favore!» implorò Sam, con le lacrime agli occhi. «Non voglio rimanere da solo!»
Maya lo guardò con un misto di rabbia e terrore, ma comprendendo di non avere altre scelte, lo afferrò per l'uniforme. «Muoviti. Sali e non toccarmi.» I due si fiondarono sulla pedana 5.
COPPIA 3: REGISTRATA
Mancavano quattro persone a terra: Chloe, Andrew, Elena e Daniel. Il timer segnava 01:12.
Chloe sentì il battito accelerare. Doveva agire rapidamente. Lanciò un'occhiata rapida alle opzioni rimaste. Andrew sembrava immobile, sopraffatto dallo spavento. Valutandolo come imprevedibile, Chloe lo scartò per non rischiare di dipendere da qualcuno in stato di shock. Fece un passo deciso a sinistra, afferrando il braccio di Daniel, il ragazzo rimasto silenzioso al centro della stanza. «Tu. Con me. Adesso,» ordinò con tono fermo.
Daniel si lasciò guidare sulla pedana numero 2.
COPPIA 4: REGISTRATA
Mancavano trenta secondi: 00:30... 00:29...
A terra restavano solo Andrew ed Elena. La ragazza piangeva, incapace di concentrarsi sui numeri fosforescenti. Andrew, comprendendo che il tempo stava per scadere, le tese la mano, stringendola con forza. «Ehi! Guardami, dobbiamo salire! Vieni qui, sbrigati!» La trascinò sulla pedana numero 4 proprio mentre il timer toccava lo zero.
COPPIA 5: REGISTRATA
Con uno scatto metallico, le pareti di vetro trasparente si sollevarono completamente attorno alle cinque pedane occupate, isolando le coppie all'interno di cilindri protettivi.
Un secondo dopo, il liquido corrosivo iniziò a cadere dal soffitto, investendo il pavimento di marmo e generando un denso fumo bianco e uno stridore sordo. Il marmo reagì al contatto, sfaldandosi e rivelando la struttura sottostante.
Tutti e dieci erano al sicuro nei cilindri.
Ma la voce risuonò immediatamente, e le sue parole cambiarono la prospettiva di tutti i presenti.
«Complimenti, sudditi. Le alleanze sono formate. Ma a corte, il consorte condivide sia la corona... sia la condanna. Da questo momento, le pedane sono collegate. Per far aprire la porta del prossimo Atto, tre delle cinque coppie dovranno decidere di eliminare il proprio compagno. Il gioco della fiducia ha inizio. Avete dieci minuti per decidere chi proseguirà all'interno del vostro cilindro.»
I display cambiarono colore, assumendo una tonalità viola. Il countdown di dieci minuti iniziò a scorrere.
Chloe si voltò lentamente verso Daniel, il ragazzo con cui condivideva lo spazio ristretto del cilindro di vetro. Daniel la fissò con gli occhi sbarrati, comprendendo solo in quel momento la natura della prova in cui erano stati catapultati.
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