Storia · capitolo 6

Capitolo 4

Bloody Versailles: if you win you are the king di Hayley Bloom

L'ULTIMO POSTO

⏱️ Ore 00:23 del gioco // 05:37:00 all'alba

«A corte, l'egoismo non è un peccato. È l'unico modo per non farsi rubare la sedia.»

───

Mancavano meno di due minuti, e l'aria nel Salone del Trono era diventata irrespirabile.

​Il fumo grigiastro e denso era sceso fino all'altezza delle spalle, stratificandosi in una nebbia chimica che bruciava le gole e spaccava i polmoni. I ragazzi tossivano, piegati in due, con gli occhi gonfi e lacrimanti. Le pareti d'oro continuavano a emettere quel sibilo idraulico: un lamento di pistoni e ingranaggi che caricavano le molle per la fase finale. Ogni scatto metallico risuonava come un cane di pistola pronto ad abbattersi.

​SUDDITO 6: SALVO

SUDDITO 7: SALVO

​Il display sul trono si aggiornava spietato. Le sedie dorate spuntavano dai muri una dopo l'altra con forti colpi pneumatici. Ormai quasi tutti erano seduti, paralizzati dal terrore ma temporaneamente al sicuro. Le cinture in acciaio si erano bloccate automaticamente sui loro fianchi, tenendoli ancorati alle pareti, fuori dalla traiettoria delle centinaia di feritoie che punteggiavano la stanza.
​A terra, nel mezzo della scacchiera di marmo, erano rimasti solo in quattro: Chris, Chloe, il giovane Andrew e Lucas — un ragazzo dai capelli scuri che non aveva pronunciato una parola sin dal risveglio, limitandosi a correre da uno specchio all'altro come un animale in gabbia.
​«Chris! Chloe! Muovetevi, sta per finire il tempo!» urlò Sofia dalla sua posizione, le nocche bianche per quanto stringeva i braccioli metallici.
​Andrew, crollato a terra a causa delle esalazioni tossiche, cercava disperatamente di rialzarsi, ma le gambe gli cedevano. Chloe fece un passo istintivo verso di lui, i muscoli tesi per trascinarlo via a qualunque costo. Ma prima che potesse fare un altro metro, lo sguardo di Andrew incrociò il suo. Fu un millesimo di secondo: il ragazzo scosse impercettibilmente la testa, mandandole un comando silenzioso e disperato. Pensa a te. Chloe si costrinse a fermarsi, stringendo i denti.
​In quel momento, Andrew individuò un dettaglio alla sua destra: si lanciò contro la parete reale e premette la piastra. Una sedia scattò fuori, accogliendolo e blindandolo al muro.

​SUDDITO 8: SALVO

​«Ce n'è un'altra qui! L'ho vista!» la voce profonda di Chris spezzò il caos. Il quarterback indicò uno specchio sulla parete di fondo. Nel riflesso si vedeva chiaramente la sagoma di un pannello. Senza esitare, Chris afferrò Chloe per il braccio, spingendola con forza verso il punto corrispondente del muro vero. «Prendi questa, Chloe! Muoviti! Pensa a salvarti!»
​Chloe non ebbe il tempo di replicare. Premette la superficie intagliata. Il muro si aprì con un sibilo e l'ennesima sedia scattò in avanti. Non appena si sedette, i perni metallici le serrarono la vita, imprigionandola contro la parete.

​SUDDITO 9: SALVO

​Mancavano quindici secondi. Il timer sul trono lampeggiava ora di un rosso accecante, proiettando bagliori cupi sugli specchi: 00:15... 00:14...

​Chris si voltò di scatto, con il petto che si alzava e si abbassava violentemente, cercando l'ultimo specchio rimasto libero. Ne individuò uno vicino all'angolo opposto. Nel riflesso c'era l'ultima sedia. Ma prima che potesse muoversi, Lucas lo superò con una spallata disperata. Il ragazzo era completamente stravolto dal terrore, il volto una maschera di sudore.
​«È mia! Spostati, Chris! Non voglio morire!» urlò Lucas, avventandosi contro la parete vera. Premette il blocco con tutto il peso del corpo. Il pannello si aprì con un rumore secco e l'undicesima sedia scivolò fuori dal muro. Lucas vi si fiondò sopra, ansimando, mentre i blocchi di sicurezza gli stringevano la vita.

​SUDDITO 10: SALVO

​Un silenzio assoluto calò improvvisamente nel salone, interrotto solo dal respiro affannoso di Chris. Il quarterback era rimasto solo, in piedi al centro della scacchiera di marmo. Il fumo ormai gli arrivava al collo, costringendolo a tenere il mento sollevato. Il timer sul trono toccò gli ultimi secondi: 00:03... 00:02... 00:01...

​Dalle pareti, i ragazzi si coprirono gli occhi. Chris serrò i pugni lungo i fianchi, chiuse le palpebre e trattenne il fiato, preparandosi all'impatto.
​Chloe, immobile sulla sua sedia, continuò a fissare il riflesso dello specchio di fronte senza battere ciglio. Aveva calcolato le angolazioni: non c'erano più sedie. Erano partiti in dodici. Leo era caduto all'inizio. Rimanevano in undici, ma le sedie totali nascoste nelle pareti erano dieci. Il gioco aveva pianificato fin dall'inizio che qualcuno restasse a terra. Chris aveva cercato di salvare tutti, e ora sembrava destinato a pagare il prezzo più alto.

​Il timer toccò lo zero: 00:00.

​Un boato sordo scosse le fondamenta del salone. Centinaia di dardi d'acciaio scattarono simultaneamente dalle pareti d'oro, incrociandosi nell'aria con un fischio micidiale. Fu una frazione di secondo di pura tensione.

​Ma Chris non venne colpito.

​Quando Chloe riaprì gli occhi, vide il quarterback ancora in piedi al centro della stanza, coperto di sudore ma illeso. I dardi d'acciaio avevano sorvolato la stanza incrociandosi a X, passando sopra le teste dei ragazzi bloccati e conficcandosi nelle pareti opposte con un sordo impatto. Nessuna traiettoria aveva incrociato il centro esatto della sala.

​Tutte tranne una.

​Un rumore metallico, rigido e sordo, arrivò dall'angolo della stanza.
​Chloe girò la testa lentamente. Lucas era rimasto immobile sulla sua sedia dorata, colpito in pieno petto dai dardi d'acciaio che avevano perforato lo schienale. Il ragazzo esalò un ultimo respiro mentre la testa gli cadeva in avanti, priva di vita.

​Il display sul trono emise un segnale acustico, nitido e spietato:

​ATTIVAZIONE MECCANISMO DI CORTE: IL SACRIFICIO DEL SUDDITO.
La sedia undici era la sedia del boia. Grazie per aver scelto.

​I blocchi di sicurezza di tutti si aprirono contemporaneamente con uno scatto secco. La parete dietro il trono di velluto rosso iniziò a scorrere verso il basso con un pesante rumore di pietra, rivelando una maestosa scalinata illuminata da candelabri che portava ai piani superiori della Reggia.

​La voce grave risuonò un'ultima volta dall'alto, mentre le luci del salone si spegnevano lentamente.
​«L'Atto I è concluso. Undici sfidanti hanno ballato, ma solo dieci sono ammessi agli appartamenti privati del Re. Salite. E ricordatevi di non fidarvi mai della sedia che vi viene offerta.»

​Chris cadde in ginocchio sul marmo, lo sguardo fisso di fronte a sé. Aveva cercato di guidare il gruppo, ma la Reggia aveva appena dimostrato la perversione delle sue regole: chi correva egoisticamente per salvarsi da solo poteva finire direttamente nella trappola, e chi si trovava scoperto poteva salvarsi per un difetto nella geometria dell'attacco.
​Chloe si alzò dalla sua sedia, ripulendosi l'uniforme bianca con un gesto calmo e metodico. I suoi occhi incrociarono per un attimo quelli di Andrew, accertandosi che fosse integro, per poi puntare verso la scalinata buia che li attendeva.

SUDDITO 2: ELIMINATO

​La vera prova era appena iniziata.


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