UNA NEVICATA AD ORVIETO
Si racconta una storia personale da giovane studente, di oltre 50 anni fa, con azioni di "nonnismo", una giornata nell'avere marinato la scuola per fare a pallate con la neve. Uno spiacevole alterco con il guardiano delle auto, parcheggiatore. Come Orvieto sia rimasta ricca di monumenti e di arte ma tutto sia cambiato. La scuola si è trasferita nella zona nu
Si racconta una storia personale da giovane studente, di oltre 50 anni fa, con azioni di "nonnismo", una giornata nell'avere marinato la scuola per fare a pallate con la neve. Uno spiacevole alterco con il guardiano delle auto, parcheggiatore. Come Orvieto sia rimasta ricca di monumenti e di arte ma tutto sia cambiato. La scuola si è trasferita nella zona nuova di Ciconia, le auto dal piazzale del duomo sono state tolte ed infine ad Orvieto non nevica più da anni.
Capitoli disponibili
Capitolo 1
NEVICATA AD ORVIETO. Mi ero iscritto alle superiori all’Istituto Tecnico Commerciale “Lorenzo Maitani” di Orvieto, Umbria, nell’autunno del 1974. Sembrano ieri quei giorni, eppure ne sono passati molti. Il primo giorno di scuola lo ricordo come un fermo immagine: lo smarrimento di chi arriva da un paesino, la cittadina che pareva immensa, e la presenza rassicurante di due ragazze — Luigina e Loredana — che erano praticamente gli unici volti noti. Luigina era mingherlina, con gli occhiali grandi che le davano un’aria fragile; Loredana era alta, sembrava più grande di noi, e io, perso nella folla del cortile, mi avvicinai a lei come a un approdo sicuro. Cinquant’anni fa esisteva ancora una specie di nonnismo: i più vecchi formavano doppie file, creando un tunnel umano fino al portone. Le matricole venivano spinte a correre attraverso quel corridoio, prese a schiaffi sul capo e sul corpo
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