Storia · capitolo 22

Capitolo 22 - “Una domanda nel cuore del libro”

Dietro le sirene - Un libro sulla vita. Sulla fragilità. Sulla forza che non ti aspetti. di Filippo Fogarin

Siamo a metà strada.

Prima di proseguire, voglio farti una domanda.

Non ti chiedo se quello che hai letto era ciò che ti aspettavi, né quali emozioni ti ha dato o quale storia ti ha colpito di più.

Ti chiedo qualcosa di diverso:

Hai mai pensato di diventare volontario del Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (SUEM), nella Croce Rossa o nella Croce Verde?

Non rispondere che hai paura del sangue o degli aghi.

È una paura comune, non preoccuparti: si supera quasi senza accorgersene.

Non dirmi che non hai tempo.

Ho conosciuto volontari con una moglie, un lavoro, quattro figli e un cane.

Una volontaria, single, con un figlio e un lavoro.

Un altro che, da solo, ha avuto in affidamento quattro ragazzi, uno dopo l’altro. «I miei ragazzi», li chiamava.

Non rispondere che sei troppo giovane.

Se sei minorenne, ci sono corsi e attività pensati apposta per te.

E nemmeno che sei anziano o non hai più energie.

Puoi aiutare anche solo al centralino: ogni turno ha bisogno di qualcuno che registri e archivi le uscite. A volte, trovare questa persona è difficile.

Se mi dici: «sono già donatore di sangue»: ottimo, hai già fatto un primo passo. Ora prova a farne due, a piedi pari.

Se invece mi dici: «sono già volontario della Protezione Civile», ancora meglio: hai già lo spirito giusto, la predisposizione al servizio di volontariato. Iscriviti al primo corso. Anch’io ho iniziato così, ma ti assicuro: è tutta un’altra cosa.

Non occorre che rispondi adesso.

Pensaci. Finisci il libro.

E per provare ad incentivarti, ti aggiungo questo:

Tra i volontari potresti trovare l’anima gemella. È successo molte volte.

Potresti imparare esattamente cosa fare se un tuo caro ha un incidente domestico.

Fare il volontario del SUEM non ti rende un eroe.

Ma ti cambia. Ti migliora. Ti avvicina agli altri. Ti fa sentire parte di un gruppo straordinario.

Spero che continuerai a leggere.

E magari, mentre lo fai, ti immaginerai accanto a noi, durante gli interventi.

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