Capitolo 1
Un corpo tutto nuovo
Il 7 ottobre 2019 a Düsseldorf accadde un fatto inspiegabile. Heinz Müller, un quarantenne single dedito esclusivamente al suo lavoro e privo di legami familiari – non aveva figli né fratelli e i suoi genitori erano morti – si svegliò in una camera da letto che non aveva mai visto prima in vita sua.
“Santo Dio, ma dove mi trovo?” si chiese Heinz, sconcertato. Poi, scostando il lenzuolo, si accorse che le sue braccia erano diventate più lunghe e muscolose. «Ma queste… queste non sono le mie braccia!» esclamò ad alta voce. “E questa non è la mia voce!”, pensò tra sé e sé dopo avere udito le sue parole.
Si sollevò di scatto sul letto e si tastò il viso, nella speranza che almeno quello non fosse cambiato. “Dio mio! Ho un viso completamente diverso! Che cosa mi sarà successo?”, si chiese. Poi ispezionò con le dita il suo cuoio capelluto per cercare una ferita o almeno, una cicatrice; ma non trovando nulla, dovette scartare l'ipotesi che un neurochirurgo gli avesse trapiantato il cervello in un altro corpo, per chissà quale assurdo motivo.
Heinz non era certo il tipo di persona che perde la testa di fronte a una situazione così fuori dal normale. Lui era abituato a risolverli, gli eventi imprevisti – come quella volta che la magistratura lo aveva inquisito per falso in bilancio, nelle sue vesti di amministratore delegato della multinazionale Eychem SE.
Perciò, non si perse d'animo e cominciò a esplorare la casa in cui si era risvegliato. Uscendo dalla camera da letto, gli apparve la sua immagine riflessa in uno specchio che occupava un'intera parete del piccolo disimpegno. “Che aspetto ridicolo!” pensò tra sé e sé intravedendo la figura di un uomo palestrato ed esageratamente abbronzato.
Poi si diresse senza indugio nella stanza attigua alla camera da letto, un piccolo studio tenuto in perfetto ordine; frugando nei cassetti della scrivania, trovò un passaporto, un cellulare acceso, un bloc-notes, una penna e un portafoglio con dentro due banconote da venti euro. La fotografia del passaporto corrispondeva perfettamente all’immagine che aveva visto riflessa nello specchio poco prima; sicché Heinz scoprì che la persona a cui aveva rubato – suo malgrado – il corpo si chiamava Jürgen Schmitt, aveva dieci anni meno di lui ed era residente a Düsseldorf.
Molti interrogativi ripresero ad accavallarsi nella sua mente: ipotizzò che si trovasse nel corpo di Jürgen perché uno scienziato venuto dal futuro vi aveva trasferito i suoi ricordi; oppure che lui stesso venisse dal futuro e avesse scelto di cambiare corpo, con la stessa facilità con cui si cambia un vestito. Ma più pensava, più si sentiva confuso – sebbene fosse fermamente convinto che le previsioni fantastiche degli scrittori di fantascienza si sarebbero avverate, prima o poi. Di una sola cosa era certo: non avrebbe dovuto confessare a nessuno ciò che gli era accaduto, perché lo avrebbero scambiato per un pazzo e rinchiuso in un manicomio.
Per cercare di risolvere l'indecifrabile rebus di come fosse potuto finire nel corpo di Jürgen, Heinz cominciò a scandagliare il suo cellulare e scoprì con gran sollievo che non aveva viaggiato nel tempo e nello spazio, visto che erano le sette del mattino del 7 ottobre 2019 e che si trovava a Düsseldorf, la stessa città in cui si era addormentato la sera precedente. Subito dopo, si accorse che Jürgen aveva annotato con cura nel bloc-notes svariate password, tra cui quella di accesso al suo conto corrente bancario. “Bene!” esclamò tra sé e sé, “così potrò vedere se ha qualche soldo da parte”. Aperta l’app della Deutsche Bank, Heinz constatò che Jürgen aveva novantamila euro depositati sul conto. Provò quindi a imitare la firma che figurava sul suo passaporto e si accorse che le due firme erano assolutamente identiche. «Bingo!» esclamò ad alta voce, al pensiero che avrebbe potuto incassare facilmente quell'ingente somma e utilizzarla per fuggire in un Paese privo di trattato di estradizione con la Germania.
Heinz aveva infatti considerato che vi era una remota – ma non impossibile – eventualità che Jürgen potesse avere commesso qualche crimine, o che avesse dei conti in sospeso con la malavita. “Sì”, pensò, “fuggirò in un Paese che mi darà la possibilità di cominciare una nuova vita. Dovrò ripartire da zero, ma non ho altra scelta: non posso rischiare di andare in prigione per crimini che non ho commesso, né che qualcuno mi faccia fuori per vendicarsi di azioni che non ho compiuto”.
Mentre era immerso in questi pensieri, sul cellulare di Jürgen comparve una notifica dell'app Google News: “Ultim'ora – Heinz Müller, amministratore delegato della Eychem SE, è stato trovato morto dalla sua governante, nella sua abitazione di Düsseldorf. Dai primi accertamenti, sembra che la causa della morte sia un infarto". Heinz andò sul sito della Tagesschau24 e fece partire il filmato del servizio dedicato alla notizia della sua morte. Mentre guardava il video, i suoi occhi si fecero lucidi e due lacrime gli rigarono il viso. Poi si lavò, si vestì e uscì di casa.
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