Capitolo IV
L’indomani mattina, il mio amico aveva un’aria che a me parve rasserenata, doveva aver ricevuto il telegramma con quello che pensava e glielo chiesi :
“Mais non, mon ami. Al contrario, non ho ricevuto nulla ,ciò vuol dire che siamo arrivati alla soluzione”
questa frase mi lasciò molto perplesso, credo che il mio amico se ne accorse subito perché aggiunse
“si fidi di me mon ami.”
Tornammo in Mansion Street dal signor Asder, ci aprì miss Colwill e ci condusse nello studio del nostro cliente. Lo trovammo intento a studiare uno dei trattati di cui ci aveva accennato il giorno prima.
“Buongiorno signori, menomale che mi avete interrotto, non so per quale motivo mi ostini ad imparare queste cose dato che non ne capisco nulla. Avete novità riguardo al mio caso?”
“Beaucoup de nouveautées monsieur, molte novità, sa mi sono dato da fare ieri pomeriggio e ho scovato qualcosa che potrà essere molto utile oltre ad aver perlustrato a fondo il giardino e aver fatto una lunga chiacchierata con mademoiselle Colwill. Ora sono abbastanza sicuro di essere alla fine delle mie ricerche.”
“Vuole dirmi che lei sa già chi mi ha sottratto i documenti?”
“Certo monsieur, ma lo terrò per me ancora per un po’.”
“Come crede monsieur. Vuole esserne certo?”
“Qualcosa del genere monsieur Asder. Sa se la governante madame Sanders sarà di ritorno nei prossimi giorni?”
“Sì, tornerà proprio oggi nel pomeriggio.”
“Devo dedurre che abbia risolto ciò che aveva in mente di fare.”
“Mi aveva detto che andava in visita alla figlia che abita in una cittadina nei pressi di Dover.”
“Parfait, merci monsieur.”
Detto questo ci congedammo dal signor Asder e uscimmo. Domandai a Sourat perché continuava a chiedere informazioni sulla governante: aveva già interrogato le uniche due persone presenti il giorno del furto, aveva inviato il telegramma (anche se probabilmente non aveva fatto in tempo ad arrivare perché la signora Sanders era già di ritorno) e aveva esternato le sue perplessità sull’estraneità del giardiniere nella faccenda; lui non rispose ma mi guardò come se non afferrassi qualcosa di implicito in tutta questa storia.
Sul momento non ci feci caso e lasciai perdere, il mio amico disse che sarebbe andato a Scotland Yard per sapere se avessero fatto dei passi avanti sul caso, ma in realtà io sapevo che ci andava per vantarsi delle proprie doti.
Quando tornò io ero nel salottino a fumare, si sedette di fianco a me gli chiesi cosa avesse scoperto per poter dire di sapere chi fosse il ladro, mi rispose così :
“Mon ami, ho scoperto quasi tutto con lei, le uniche informazioni che non sa sono alcuni legami tra i dipendenti di Asder e un piccolo dettaglio che ho scovato in una delle camere che ho ispezionato, ma lei, caro amico, non l’ha visto perché è sempre con la tete dans les nuages.”
“Me lo rimprovera sempre, ma che dire sono così”
“Lo so, sono certo che prima o poi la sua sbadataggine ci sarà utile.”
Non seppi se essere rassicurato oppure se prendermela per questa sua esternazione.
Dato che il mio amico aveva già risolto il caso, come aveva fatto chissà, e la governante sarebbe tornata nel pomeriggio, dunque non ci sarebbe stato nulla di nuovo fino a quel momento, dai in città per sbrigare delle commissioni che avevo lasciato in sospeso.
Al mio ritorno andai subito a casa del signor Asder, credevo di trovare Sourat già sul posto, invece mi aprì la solita signorina Colwill che mi condusse dal signor Asder
“Salve signor Greaves, monsieur Sourat non è ancora arrivato, si sieda pure.”
Mi fece accomodare nella sala di rappresentanza, su una poltrona di velluto beige, molto elegante a parer mio, Asder si sedette sul divano di fronte alla poltrona dove mi ero accomodato io, di fianco a me stavano altre due poltrone e un ulteriore divano perpendicolare a dove era seduto il sottoscritto.
“Come stanno andando le indagini? Il suo amico mi ha accennato che ha trovato la soluzione.”
“Già, anche se devo ammettere che non ho idea di come abbia fatto, per me è ancora tutto avvolto nella nebbia.”
“Quindi dovremo aspettare i chiarimenti da monsieur Sourat.”
Mentre stava dicendo questo, entrò un uomo sulla cinquantina, alto quasi un metro e ottanta e vestito elegante, come sempre, si avvicinò e ci salutò.
“Bonjour à tous.” disse Sourat, con un’espressione più arzilla che mai.
“Buongiorno monsieur Sourat, stavamo proprio aspettando lei.”
“Lo immaginavo, ma dov’è madame la governante?”
“Dovrebbe arrivare a momenti, se il treno non ha fatto ritardo.”
“Io penso che il treno non sia nemmeno partito, dato che ho controllato gli orari dei viaggi e non ci sono treni da Dover o da paesi vicini.”
“Dunque tutto questo cosa significa?”
“Mi pare chiaro monsieur, madame Sanders non è mai partita da Dover, perché non c’è mai stata lì. Glielo posso dimostrare subito.”
“Perché avrebbe dovuto mentire sulla sua destinazione?”
“Dovrebbe chiederlo a lei, è proprio qui.”
Fece un cenno ed entrarono una signora sulla cinquantina e un agente di Scotland Yard con una valigetta di cuoio nera.
“Merci, monsieur le capitaine Thompson.”
E così dicendo prese la valigetta e la diede ad Asder poi ringraziò il gendarme che aveva accompagnato la donna nella sala.
“Ecco i documenti monsieur Asder. Ora, se non le dispiace può chiamare mademoiselle Colwill, così completiamo il quadretto e madame Sanders ci racconterà tutto.”
Il nostro cliente senza chiedere spiegazioni chiamò la domestica. Questa si presentò ed ebbe un sussulto alla vista della scena. si sedette e disse :
“Bene, ho sempre saputo che ci avrebbe beccato, il belga è troppo astuto, l’ho inquadrato subito.”
“Merci mademoiselle per il complimento, ma non abbiamo tempo da sprecare. Prego Madame la governante ci spieghi quello che già so, ma che loro ignorano.”
La signora Sanders, invitata a parlare da Sourat, sembrava combattuta, non riuscì a raccontare, allora Sourat decise di prendere in mano la situazione :
“D’accord, vorrà dire che racconterò io tutta la faccenda. Appena monsieur Asder mi ha spiegato l’accaduto ho subito pensato a qualcuno che fosse a conoscenza dei documenti e credevo di trovare un rivale d’affari interessato all’acquisto o più precisamente ad appropriarsi dei terreni in qualsiasi modo. Ho trovato in Dambourne la persona giusta, poi ho chiesto ai miei amici a Scotland Yard e mi hanno detto che è un uomo di sani principi e non ha mai infranto la legge, quindi sono dovuto ricredermi e ho indagato in casa di Asder. Nel suo studio ho trovato qualcosa di interessante ovvero un capello di donna proprio sopra all’astuccio dove c’erano i documenti rubati, il che mi ha fatto pensare che une dame si era avvicinata alla scrivania, ma in casa due donne avrebbero potuto avvicinarsi, anche solo per pulire, ovvero madame la governante e mademoiselle la domestica. Mademoiselle Colwill, su cui tornerò per svelare un dettaglio non insignificante, era troppo esposta perché al momento era l’unica donna in casa e poi durante la chiacchierata di venerdì, mentre prendevo un ottimo tè, ho notato che mademoiselle la cameriera ha i capelli più scuri rispetto a quello che ho trovato sulla scrivania di Asder. A questo punto ho avuto un’ idea,di cui vado particolarmente fiero perché mi ha svoltato le indagini, e ho chiesto a mademoiselle Colwill di farmi fare il giro delle camere da letto della servitù. Nella camera di madame Sanders ho trovato qualcosa di molto curioso, una foto della signora con un uomo e una bambina, niente di strano, solo un quadretto famigliare, ho pensato in un primo momento. Però l’uomo e la bambina mi ricordavano delle persone viste da poco, ho capito che la piccola nella foto era niente meno che la domestica, mademoiselle Colwill e che l’uomo era, qualcuno che non potreste aspettarvi mai dato che non avete il mio acume, e cioè Monsieur Dambourne, che ho visto in una foto sulla rivista economica della città. Aggiungiamo a questo una sfuriata del suo fido giardiniere, monsieur Asder, il buon Rottidge mi ha fatto intendere che della sua cameriera non c’era da fidarsi. Ho unito le varie informazioni e ho dedotto che la domestica controllava i movimenti di monsieur Asder mentre madame Sanders ha finto di andare dalla figlia, anche se ce l’ha in casa, per togliersi ogni dubbio di colpevolezza e agire indisturbata quando la domestica l’avrebbe avvertita. Ho capito che avrebbero portato i documenti a monsieur Dambourne e avrei potuto braccarli andando da lui con la gendarmerie e chiedendo una perquisizione. Cosa che ho fatto questa mattina ma senza trovare nulla, monsieur Dambourne aveva l’aria sbalordita come se non sapesse nulla della questione. Ho pensato che la governante non glielo avesse ancora detto, forse per paura di essere criticata, data la buona condotta dell’indefesso Dambourne. Infatti avevo ragione, ho notato che nel campo di fronte al suo monsieur Asder, che è di proprietà di monsieur Dambourne, c’è una piccola tenuta, così ho pensato di farmi un giretto con monsieur le capitaine Thompson e monsieur Dambourne, lì abbiamo trovato i documenti e in quel momento stava tornando madame Sanders, rimase stupita di vederci lì, la pauvre capì di essere stata smascherata, ed eccoci qui.”
“Io credevo di fare un piacere ad Alfred, invece mi ha sdegnato, vedendomi come una ladra qualsiasi. Volevo solo dare a Allie un futuro più prosperoso.” Disse la Sanders.
“Oui madame, la prossima volta provi ad aggiudicarsi un futuro passando dalla legge, s’il vous plait.”
Detto questo richiamò il gendarme e insieme a lui arrivò un assistente, portarono via le due dames, come direbbe Sourat.
Così terminava la nostra avventura a Mansion Street, che non sarà l’unica avventura che vi racconterò del mio amico. Mi complimentai con Sourat per il grande ingegno e lui disse :
“Con il solo ingegno si ottiene qualcosa ma con l’ingegno e la determinazione si raggiungono grandi risultati.”
Dopo questo capitolo puoi leggere anche
LETTERA ALLA MAREA
LETTERA ALLA MAREA Camilla teneva il foglio in mano mentre scriveva con la sua penna preferita. Scriveva in piedi accanto al letto, le lenzuola bianche disfatte. Schiena dritta, le gambe nude; le piaceva sentire il freddo percorrerle la pelle. Vent’anni, ca
IL PROFUMO DELL'ARGILLA tratto da
In un contesto dove le sfide quotidiane si intrecciano con la speranza, il libro esplora la storia di Serena Gullaci. Attraverso una narrazione poetica, divertente, nostalgica e immediata l'opera affronta temi cruciali come la resilienza e la ricerca di identi
Codice aperto-l'algoritmo a Palazzo
Il racconto-reportage “Codice aperto, l’algoritmo a Palazzo”, scritto in prima persona da una giornalista che si reca in un piccolo comune del Sud Italia per indagare su un caso straordinario: uno strumento tecnologico chiamato Alba Ferrante è stata eletta sin
Un giorno da Rolex
Oggi è un giorno da Rolex, dice fra sé e sé l’uomo infilandosi la camicia azzurra. Oggi si festeggia, bisogna festeggiare, bisogna fare di questo giorno un giorno indimenticabile. In assenza di ricorrenze più durature, o significative, anche celebrare un mese