Capitolo II
Mansion Street era una tranquilla via appena fuori dalla City come descritta da Asder, del resto la sua era l’unica casa nel raggio di miglia, tutt’intorno erano campi coltivati ad avena e grano.
Arrivati davanti all’edificio in stile georgiano, Sourat suonò, venne ad aprirci un uomo alto almeno un metro e ottanta che indossava gli stessi abiti di poche ore prima nell’appartamento del mio amico, ci salutò e ci fece entrare:
“Prego monsieur Sourat, lei e il suo amico siete liberi di muovervi in casa come meglio credete.” disse Asder e ci condusse nel salone.
“Merci monsieur Asder” disse lui e aggiunse “tuttavia preferirei avere prima un colloquio con tutti quelli che erano presenti ieri e che possono aver visto o sentito qualcosa.”
“Certo monsieur, ma in questo momento ci sono solo due persone in casa; il giardiniere e la domestica”
“Parfait, vorrei parlare con loro.”
“Nessun problema monsieur ve li vado subito a chiamare” detto questo il signor Asder uscì dalla sala.
Sourat iniziò a guardarsi intorno con la sua consueta attenzione ai dettagli ma non mi sembrò particolarmente interessato a quella stanza, forse stava ingannando il tempo in attesa di poter porre le domande ai testimoni.
Asder rientrò poco dopo in compagnia di una donna sulla trentina che ci venne presentata come Allie Colwill, la domestica. Ci raccontò che era lì da qualche anno, “mi pare tre” disse, poi riguardo al giorno prima ci raccontò di non aver visto nessuno in casa e nemmeno sentito nulla di particolare, il mio amico chiese se avesse altro da raccontare lei ci pensò un attimo e poi aggiunse :
“In realtà sì, ieri mattina ho visto qualcuno aggirarsi per il giardino in direzione dello studio del signor Asder”
“Non crede che fosse il giardiniere mademoiselle?” disse Sourat
“No, perché ci avevo appena parlato e aveva detto che sarebbe andato via prima del solito perché aveva terminato il suo lavoro.” rispose lei
“Mi dica, di solito il giardiniere si intrattiene per un tempo maggiore quando viene a curare il giardino?”
“Di solito resta finché il signor Asder torna dal pranzo.”
“Merci mademoiselle, abbiamo finito, la ringrazio per il suo tempo” disse Sourat e congedò la domestica
Fu poi il turno di Rottidge il giardiniere. Appena entrato io pensai che non fosse il tipo di persona che si lascia estrapolare le informazioni senza sforzo, infatti alle prime domande di Sourat egli rispose in maniera evasiva
“Lavora da molto per il signor Asder monsieur?”
“Da non molto tempo”
"Ieri era al lavoro in giardino?”
“Certo, come tutti i giovedì del resto”
“Da che lato del prato stava lavorando ieri mattina?”
“Non ricordo, ieri ho lavorato in tutto il giardino, ma comunque non credo che possa esserle utile saperlo”
“Monsieur Rottidge, sarò io a dire se è un dettaglio utile oppure no, comunque continuiamo. Ha visto qualcuno in giardino oltre a lei ieri?”
“No, nessuno, oltre al signor Asder che ho salutato mentre usciva per andare a pranzo”
“Eh bien, vuole spiegarmi a che gioco sta giocando monsieur Rottidge?”
“Cosa intende signore? Sto solo rispondendo alle sue domande come meglio posso”
“C’est vrai, ma non mi convince, lo dico sinceramente”
“Se vuole fare delle insinuazioni signore, sappia che io non ho nulla da nascondere”
“Staremo a vedere monsieur”
Così dicendo il mio amico congedò Rottidge e iniziò a pensare sul da farsi.
“Mio caro Greaves cosa ne pensa di questa faccenda?” domandò
“Credo che questo giardiniere sappia qualcosa che noi ignoriamo”
"Précisément"
“E inoltre ci sta mentendo"
“No mon cher, io penso che monsieur Rottidge sia più sincero di quello che può sembrare”
“Non la seguo nel suo pensiero”
“Vedrà, mon ami, vedrà”
Si era fatto tardi, quindi passammo la notte in un mediocre albergo ad appena due vie di distanza dalla casa del signor Asder. Io ero molto perplesso riguardo a questa faccenda, Sourat sembrava tranquillo come se avesse già in mano la soluzione del caso, comunque bisognava aspettare fino al giorno successivo per iniziare a sondare più a fondo sull’accadimento anche se, a mio parere, sembrava decisamente impossibile.
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