Capitolo I
Era un tipico giorno autunnale, io e il mio amico Théophile Sourat, famoso investigatore privato, eravamo nel salotto di casa sua per discutere di alcuni documenti che mi sarebbero serviti per intraprendere un’attività che, annuncio già, sarà un buco nell’acqua; mentre leggevamo questa pila di scartoffie la governante entrò e disse:
“ Monsieur Sourat c’è un uomo che vuole parlare con lei”
“Le ha fatto sapere il suo nome Miss Rodge?” disse il mio amico
“No monsieur, però a giudicare da come è agitato credo che sia qualcosa di importante” rispose l’anziana governante
“Eh bien, lo lasci entrare” rispose lui con fare bonario poi si girò verso di me e aggiunse : “Caro Greaves sentiamo cos’ha da raccontare il nostro homme mystérieux magari ci sottoporrà qualche quesito interessante”.
L’homme mystérieux, come era stato definito da Sourat, si chiamava Henry Asder, un uomo sulla cinquantina con capelli sale e pepe, un vestito grigio di tweed e un cappello a tesa larga: dal suo racconto pare che avesse un bel mistero per il mio amico, (vi lascerò la chiacchierata così che anche voi che leggete possiate sapere nel dettaglio ciò che ci disse).
Ebbene, il caro signor Asder, non appena ebbe la possibilità di entrare, si fiondò in salotto appropriandosi della poltrona di fronte a noi e iniziò a parlare con una tale enfasi che pareva una caffettiera in ebollizione, il mio amico dovette fermarlo per poter comprendere a pieno il problema.
Sourat amava fare le cose con ordine quindi si presentò e presentò anche il sottoscritto, l’uomo dal canto suo si sentiva sempre più nervoso, a giudicare da come batteva i piedi, poi il mio amico arrivò al punto :
“Dunque Monsieur Asder, riprenda il racconto dall’inizio e mi dica cosa la porta da queste parti, presumo che abbia un piccolo problema da espormi.”
“Io non lo giudicherei un piccolo problema, se mi permette Monsieur Sourat” disse lui; “vede monsieur, recentemente sono entrato in possesso di alcuni documenti appartenuti al mio bisnonno e che in famiglia credevamo di avere perduto
“Che tipo di documenti sono monsieur?”
“Sono documenti che mi darebbero la conferma di essere il proprietario di alcuni terreni presenti nelle Americhe: questi terreni sono oggetto di contesa tra la mia famiglia e la famiglia Dambourne, Alfred Dambourne non ne vuole sapere di lasciare i terreni che, a suo dire, sono della sua famiglia da generazioni. Mio padre mi raccontava spesso del possedimento di questi terreni e che avremmo potuto utilizzarli per l'azienda di famiglia oppure metterli a reddito ma purtroppo, credendo di aver smarrito i sopracitati documenti, non si poteva fare nulla. Per me è la prima volta qui a Londra, sono nato nell'Essex. Ho già avvertito la polizia di Scotland Yard, però mi hanno consigliato di affidarmi a lei monsieur Sourat ed eccomi qua.”
“Eh bien, mi racconti tutto quello che può.”
“Ieri verso mezzogiorno sono uscito per andare a pranzare in un’ osteria in città, dove sono solito recarmi quando la mia governante non è a casa, come in questi giorni e qualcuno ha rubato i documenti dalla mia cassaforte mentre ero fuori, dunque deve essere qualcuno che mi seguiva; sono documenti molto importanti per me perché come le ho accennato questi terreni potrebbero essere sfruttati e dato che in questo momento la mia azienda non naviga in buone acque a causa di qualche investimento errato, senza i documenti sarei costretto a vendere.”
“Eh bien, mi dica Monsieur Asder, ha dei possibili nemici?”
“In realtà non ne sono sicuro, potrei aver fatto un torto a qualcuno prevalendo in questa trattativa.”
“Ah les affaires” disse Sourat, e poi aggiunse “Mi racconti i fatti di ieri”
“Dunque mi sono alzato come al solito di prima mattina e verso mezzogiorno, come le ho già detto, sono andato a pranzo. Al mio ritorno sono entrato nello studio trovando la scrivania in soqquadro, ho controllato le carte e mentre le sistemavo ho notato che mancavano i fogli per l’acquisizione dei terreni.”
“Chi è rimasto a casa mentre lei era a pranzo monsieur?”
“Dunque a casa c’era la domestica, probabilmente il giardiniere perché ieri era giovedì ed è il giorno in cui Rottidge sistema il prato. Mio figlio Peter, che si occupa insieme a me dell’azienda, non c’è perché è in viaggio d’affari.”
“Chi crede le abbia rubato le carte?”
“Onestamente monsieur non saprei, mio figlio Peter non lo metterei mai nella lista dei sospettati, la domestica mi è sempre sembrata una ragazza onesta e per quanto riguarda il giardiniere è da noi da qualche mese ma sembra una persona di cui fidarsi.”
“Dove abita?”
“Momentaneamente in Mansion Street appena fuori città, nella casa che appartiene alla mia famiglia da generazioni.”
“Molto bene monsieur, per ora va bene così, verrò da lei nel pomeriggio.” disse il mio amico.
Appena il signor Asder uscì Sourat mi disse che saremmo partiti subito dopo pranzo. E così facemmo, chiamò una vettura di piazza e ci dirigemmo a casa del signor Asder.
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