𝐏𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨
Udite, o voi che amor di carta ancora bramate,
d'una casa di pietra e ombre celate,
ove una madre morì, e nulla lasciò
se non un nome che il tempo tradì e macchiò.
Qui non v'è spettro che agiti le mura,
ma un uomo il cui cuore, chiuso a serratura,
trema al suono d'un verso già letto,
al profumo d'un ricordo mai detto.
E una fanciulla, di quella madre erede,
torna a cercar ciò che nessuno vede:
non fantasmi, non tombe, non pianto sommesso,
ma la verità che dorme in sé stesso.
Amore e inganno qui faran contesa,
e la lussuria, di parole vestita e accesa,
sarà il velo sottile che copre il dolore
di chi ha sepolto vivo il proprio errore.
Non aspettatevi lieto e facile fine:
qui il desiderio ha radici assai meschine,
e chi ama, spesso, non sa se salvare
o affondare con chi ha giurato d'amare.
Il sipario si apre. La storia comincia ora.
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