IL TRENO DELLE 04.29
Sul convoglio delle 04.29 diretto a Villa Literno, tra i volti segnati dalla fatica e l'odore di terra bagnata, viaggia un uomo diverso dagli altri. Ha abiti da lavoro logori, ma lo sguardo fiero e le mani costantemente strette attorno a un libro di letteratura in lingua originale. Il suo nome è Jonas: un tempo professore di Filosofia in Namibia, oggi bracci
Sul convoglio delle 04.29 diretto a Villa Literno, tra i volti segnati dalla fatica e l'odore di terra bagnata, viaggia un uomo diverso dagli altri. Ha abiti da lavoro logori, ma lo sguardo fiero e le mani costantemente strette attorno a un libro di letteratura in lingua originale. Il suo nome è Jonas: un tempo professore di Filosofia in Namibia, oggi bracciante invisibile travolto dai fantasmi della guerra, dal dolore della perdita e dall'ombra spietata del caporalato. A spezzare la sua rigida compostezza basta la domanda sincera di un giovane studente del conservatorio, incuriosito da quella figura così enigmatica. Nel buio che precede l'alba, Jonas comincia a raccontare, intrecciando i fili della propria odissea: la fuga dal suo paese, la traversata disperata del Mediterraneo e l'arrivo in un'Italia che sembra offrirgli solo una catena di nuove prigioni. Ma quando tutto sembra perduto, un incontro del tutto inaspettato al bar della stazione — nascosto dietro il semplice gesto di un caffè offerto da una donna misteriosa — aprirà uno squarcio improvviso nel suo destino. Una storia intensa di riscatto, dignità e coraggio, dove la bellezza della cultura e la forza dei legami umani riescono a restituire il colore anche all'alba più buia.
Capitoli disponibili
Il treno delle 04.29
I campi si estendevano nel buio che anticipava l’aurora, una vastità di terra ancora assopita. Il drago di ferro e ruggine avanzava, e il suo rumore era un soffio cadenzato che spezzava la quiete della notte. Il treno delle 04.29 trasportava un carico umano di corpi stanchi e sogni spezzati. L’alba, una promessa ancora non mantenuta, si tingeva di rosa e viola all’orizzonte. L’aria, un cristallo invisibile, graffiava la pelle e intorpidiva i pensieri. Il viaggio per Villa Literno era un rituale silenzioso, un prologo quotidiano a una fatica perpetua. Quella stazione, a quell’ora, non era più soltanto un punto di transito, ma un mercato umano a cielo aperto. Sotto le luci fredde dei lampioni si consumava un commercio invisibile di sogni, fatiche e speranze; ogni viaggiatore portava in dote la propria merce preziosa: chi la pazienza di un’attesa infinita, chi la moneta logora di una dignit
Opere simili
IL TRENO DELLE 04.29
Sul convoglio delle 04.29 diretto a Villa Literno, tra i volti segnati dalla fatica e l'odore di terra bagnata, viaggia un uomo diverso dagli altri. Ha abiti da lavoro logori, ma lo sguardo fiero e le mani costantemente strette attorno a un libro di letteratur
La mia storia tragicomiconcologica
Anche nelle situazioni più drammatiche si può trovare la forza di sorridere... Vivere un tumore è sempre difficile. In questa storia autobiografica condivido esperienze, pensieri e un pizzico di ironia... con la speranza che possa essere di incoraggiamento
L'imperdonabile
Un uomo ingabbiato in un oscuro segreto, tormentato da un amore per una donna che sembra condividere lo stesso dolore. Il destino attende dietro l'angolo il momento giusto per farsi avanti, per rendere reale il sogno a lungo rinnegato, ma sta ai protagonisti r
Il custode dei riflessi
Ettore è un piccione che ha imparato a rallentare. Dal muretto del lungomare osserva il mare, le facciate di vetro e le vite che scorrono dietro le finestre. Tra tutte, lo colpisce quella di Elena: ogni giorno china davanti a uno schermo, impegnata a creare im
Le ali di Veronica
"Le ali di Veronica" è il toccante viaggio di crescita, resilienza e riscatto di una donna determinata a non farsi definire dalla malattia. All'età di sei anni, a Veronica viene diagnosticata la SMA tipo 3. Nonostante le difficoltà fisiche e la progressiva per
Il nido
Il ruolo principale dei genitori non è crescere i propri figli ma aiutarli a spiccare il volo, dare loro lo possibilità di lasciare il nido con la consapevolezza delle proprie forze.
Altre opere di LORENZO IANNELLI
LA FORMA DELL'ATTESA
La forma dell’attesa Il buio non è solo nero. Qui dentro il buio è denso, appiccicoso, come uno straccio bagnato che ti si incolla addosso e non ti lascia scappare. Se mi muovo, sento che si muove con me. Apro gli occhi, ma è inutile: è nero uguale. Sempre ug
IL TRENO DELLE 04.29
Sul convoglio delle 04.29 diretto a Villa Literno, tra i volti segnati dalla fatica e l'odore di terra bagnata, viaggia un uomo diverso dagli altri. Ha abiti da lavoro logori, ma lo sguardo fiero e le mani costantemente strette attorno a un libro di letteratur
Continua a leggere su Camelia
Puoi scoprire altre opere per genere, seguire il profilo autore e salvare le storie che vuoi ritrovare. Esplora i generi letterari oppure torna alla pagina Scopri.