Storia · Storico

Il treno per Lione

di la penna stilografica

Francia occupata, inverno 1944. Su un treno diretto a Lione, una giovane donna della Resistenza e uno sconosciuto condividono poche ore sospese tra paura, silenzi e desiderio. In tempo di guerra, anche un incontro può diventare un atto di speranza.

Francia occupata, inverno 1944. Su un treno diretto a Lione, una giovane donna della Resistenza e uno sconosciuto condividono poche ore sospese tra paura, silenzi e desiderio. In tempo di guerra, anche un incontro può diventare un atto di speranza.

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  1. Il treno per Lione

Il treno per Lione

Il treno doveva lasciare la stazione alle due e quaranta, ma da tre ore ormai procedeva a scatti, fermandosi nel buio per ragioni che non osavamo pronunciare. Avevo imparato, in quei mesi, a non chiedere, a non farmi notare e a stringere nella tasca del giaccone documenti che non erano miei, con un nome che non era il mio, cucito addosso come una seconda pelle che poteva scucirsi da un momento all'altro. Mi chiamavo Claire, su quella carta, da otto mesi, e ancora, quando qualcuno mi si rivolgeva così, dovevo trattenere un sussulto prima di rispondere. Viaggiavo verso Lione, dove mi aspettava un contatto della Resistenza. O almeno così mi avevano detto. Non conoscevo il suo volto. Sapevo soltanto una parola d'ordine che speravo di non dover pronunciare mai. Lui salì a Digione, con una valigia di cartone legata da uno spago e un cappotto largo, sotto al quale mi parve di vedere una mostr

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