Trieste
In un'atmosfera domestica sospesa nel tempo, la giovane Cecilia rievoca la figura della nonna, colta nell'intimità del rituale serale della preghiera accanto al camino. Tra le due donne si consuma un fitto e affettuoso scontro generazionale e linguistico: la nonna recita il rosario in un latino arcaico e personalissimo – in cui "Ora pro nobis" diventa "Ora p
In un'atmosfera domestica sospesa nel tempo, la giovane Cecilia rievoca la figura della nonna, colta nell'intimità del rituale serale della preghiera accanto al camino. Tra le due donne si consuma un fitto e affettuoso scontro generazionale e linguistico: la nonna recita il rosario in un latino arcaico e personalissimo – in cui "Ora pro nobis" diventa "Ora pre nobe" – difendendo la purezza della propria fede davanti ai silenziosi rimproveri della nipote. Il contrasto verbale si sposta con ironia sulla figura della madre di Cecilia, accusata dall'anziana di aver cresciuto la figlia lontano dalla Chiesa. Dietro il pretesto della dottrina e i coloriti rimproveri della nonna, emerge tuttavia un legame profondo e indissolubile, fatto di sguardi complici, dinamiche familiari immutabili e una memoria affettiva capace di superare il tempo e le distanze culturali.
Capitoli disponibili
Capitolo 1
Trieste Ricordo bene mia nonna. La ricordo in cucina, vicino al fuoco, con le mani stese a scaldarsi, appisolata sullo scanno accanto al camino. Si sedeva sempre lì a fine giornata, quando era stanca. Spesso pregava e diceva il rosario. Chinava la testa grigia, raccogliendo i pensieri e con voce sommessa, quasi bisbigliando, recitava l’Ave Maria e il Padre Nostro in un latino di dubbia provenienza. A volte, avrei voluto correggere quelle sue frasi sgrammaticate, ma l’intimità del momento non consentiva alcuna intromissione. Allora, la lasciavo al suo “Ora pre nobe”, trasposizione personale di “Ora pro nobis”. Le lanciavo, però, occhiate oblique e lei intendeva. «Nostro Signore mi capisce lo stesso, Cecì» mi diceva, mentre sgranava il rosario, saltando qualche verso e l’ultima sillaba del mio nome. «E poi, io l’ho sempre recitate così le preghiere» continuava con tono fermo e decis
Opere simili
LETTERA ALLA MAREA
LETTERA ALLA MAREA Camilla teneva il foglio in mano mentre scriveva con la sua penna preferita. Scriveva in piedi accanto al letto, le lenzuola bianche disfatte. Schiena dritta, le gambe nude; le piaceva sentire il freddo percorrerle la pelle. Vent’anni, ca
IL PROFUMO DELL'ARGILLA tratto da
In un contesto dove le sfide quotidiane si intrecciano con la speranza, il libro esplora la storia di Serena Gullaci. Attraverso una narrazione poetica, divertente, nostalgica e immediata l'opera affronta temi cruciali come la resilienza e la ricerca di identi
Un insolito viaggio di andata e ritorno
È la storia di Olivia giovane scrittrice freelance, che non riesce più a scrivere storie emozionanti. La sua editrice le dice che deve ritrovare la sua vena perché i suoi personaggi, nelle ultime storie, avevano perso carattere. Le consiglia di andare in mezzo
Codice aperto- L'algoritmo a palazzo
CODICE APERTO- L’algoritmo a PalazzoSono le 9 di lunedì 13 aprile quando accendo il registratore davanti al municipio. Il cartello con il nome del nuovo sindaco è già affisso all'ingresso: Alba Rizzo. Lo leggo ad alta voce, per verificarne la consistenza. Ness
Identità
IDENTITA’ Non ho mai capito cosa ci possa essere di divertente in una festa in maschera. Di solito me ne sto rintanato, lontano dalla gente, asociale per paura, per natura. Ma la curiosità, questa sera, mi porta ad infiltrarmi in questo ambiente opulento, tra
RICORDI
Ricordi è un racconto che intreccia la storia di un uomo alle prese di un ricordo del passato che lo attanaglia: le violenze subite dal padre con il consenso - paura - della madre.
Continua a leggere su Camelia
Puoi scoprire altre opere per genere, seguire il profilo autore e salvare le storie che vuoi ritrovare. Esplora i generi letterari oppure torna alla pagina Scopri.