Storia · capitolo 5

Tentazione

La fine del mondo di Annarita Verzola

Sedeva a un tavolino del bar, sempre il medesimo. Di sicuro lo aveva scelto perché gli consentiva di restarsene in disparte rispetto al via vai di camerieri e clienti.

Ciò che mi aveva colpita sin dal primo giorno era la sua capacità di estraniarsi completamente dalla realtà e dalla confusione. Ed era un bene, perché se mi avesse sorpresa a osservarlo con tanta intensità, sarei morta di vergogna lì sul posto.

Ogni giorno mi ripetevo che non l'avrei fatto più e ogni giorno mi smentivo. Passavo davanti al bar, vedevo che era arrivato e cedevo alla tentazione. Mi sistemavo in modo tale da poterlo guardare, sperando sempre di non essere notata, e mi perdevo in contemplazione.

Quel profumo inconfondibile giungeva fino a me e mi stordiva, facendomi rabbrividire.

Spesso sognavo di alzarmi con passo languido e leggero, di raggiungerlo al suo tavolino e di allungare una mano per sfiorarlo.

Se accadeva che cambiasse posizione, distoglievo gli occhi e mi sentivo avvampare, pregando che non si fosse accorto di nulla.

Ma appena si isolava di nuovo, mi abbandonavo a fantasie sempre più audaci. Averlo tra le mani, sfiorarlo con delicatezza e mostrargli che sapevo il fatto mio.

"Non avevo mai visto uno sguardo così intenso".

Il suono della sua voce mi colpì come uno sparo e non osai fiatare, annichilita dalla vergogna.

"Non devi sentirti in imbarazzo, mi lusinga tanto interesse da parte tua. Avvicinati. È da un po' che ti osservo e mi domandavo quando ti saresti decisa, poi ho capito che ti occorreva un piccolo aiuto". E tese la mano verso di me.

Se fossi stata una donna di buonsenso, mi sarei alzata per andarmene immediatamente. Invece mi alzai la afferrai e scivolai sulla sedia accanto a lui.

Avevo immaginato tante volte quel momento e ora non sapevo che dire, che fare. La consapevolezza di essere a un passo e di poterlo toccare mi faceva impazzire. Smisi di resistere.

Allungai la mano nel medesimo istante in cui lui, con un gesto deciso e delicato, fece scivolare il libro fino a me.

Le nostre dita si sfiorarono sulla legatura consumata dell'Hypnerotomachia Poliphili.

Era proprio una copia aldina del 1499.

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