Storia · Narrativa / non di genere

Vite impreparate

di roberto pierucci

Le relazioni rappresentano la sostanza dell’essere umano. La qualità, la cura e la capacità di cambiarle il loro sviluppo. Così i tre personaggi protagonisti del racconto, in un quadro serale ritratto all’interno di un commissariato, intrecciano tutta la loro umanità fatta di relazioni passate e presenti, con l’ombra di un futuro incerto per tutti. Un commis

Le relazioni rappresentano la sostanza dell’essere umano. La qualità, la cura e la capacità di cambiarle il loro sviluppo. Così i tre personaggi protagonisti del racconto, in un quadro serale ritratto all’interno di un commissariato, intrecciano tutta la loro umanità fatta di relazioni passate e presenti, con l’ombra di un futuro incerto per tutti. Un commissario che vive una situazione familiare disagiata, due ex-compagni di scuola indagati per l’omicidio di un terzo ex-compagno, ai quali la vita aveva riservato sorprese e ribaltato le loro condizioni iniziali. Nessuno è preparato ad affrontare un omicidio, la morte violenta di un amico, ma l’impressione è che nessuno sia preparato ad affrontare l’esistenza e le sue conseguenze giornaliere. Eppure la rete di relazioni che si confrontano, a volte comprendendosi e spesso respingendosi rende questo quadro crepuscolare vivo, passionale e rivelatore di sentimenti forti. L’epilogo è una sorpresa per tutti, portando all’affermazione che “presunti omicidi, presunti risolutori degli stessi come anche i veri morti erano tutte vittime di questa sopravvivenza”.

Capitoli disponibili

  1. Capitolo 1

Capitolo 1

VITE IMPREPARATE “Esistono dei bracconieri del cuore, della vita e dell’anima. Mi creda commissario, la signora seduta qui fuori ne è un limpido esempio”. Salvo Foresti era indagato per omicidio e sotto interrogatorio del commissario Contini da almeno due ore. La sua linea di difesa era semplice quanto inefficace, almeno fino a quel momento. Cercava di mettere in cattiva luce l’unica altra sospettata, Nina Savelli, una sua compagna di liceo che, dopo la quinquennale condivisione scolastica, aveva distanziato socialmente l’ex vicino di banco. Nina, di origini umili, era diventata un’ apprezzata manager di una famosa multinazionale, mentre Salvo, proveniente da una famiglia agiata, era inciampato nei lacci di un’esistenza sfibbiata. Da più di sei anni viveva per strada. Le conseguenze della vita spesso ribaltano il principio, come in una partita a monopoli. Il commissario Paolo Contin

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