Storia · Racconto breve

Una poesia per rinascere

di Peppe Alviggi

Nel 1954, mentre una violenta alluvione devasta Salerno e il suo territorio, due storie lontane finiscono per incontrarsi. Giovanni, un bambino di nove anni, attraversa la notte del disastro tra fango, paura e perdita, portando con sé il ricordo indelebile di Rosa, una bambina scomparsa tra le acque. A Roma, invece, Raffaella La Crociera ha tredici anni ed è

Nel 1954, mentre una violenta alluvione devasta Salerno e il suo territorio, due storie lontane finiscono per incontrarsi. Giovanni, un bambino di nove anni, attraversa la notte del disastro tra fango, paura e perdita, portando con sé il ricordo indelebile di Rosa, una bambina scomparsa tra le acque. A Roma, invece, Raffaella La Crociera ha tredici anni ed è costretta a letto da una grave malattia. Il suo mondo si è ristretto a una stanza, a una finestra affacciata su Testaccio e a un quaderno nel quale raccoglie poesie e pensieri. Quando dalla radio apprende la notizia dell’alluvione e delle famiglie rimaste senza casa, Raffaella vorrebbe contribuire alla raccolta di aiuti. La sua famiglia, però, ha già speso tutto per curarla. Convinta di non avere nulla da offrire, comprende che le resta qualcosa di profondamente suo: le parole. Decide così di inviare alla radio Er zinale, una poesia dedicata al grembiule scolastico e, attraverso di esso, alla vita normale che la malattia le ha sottratto. Quell’apparente piccolo gesto supera ogni aspettativa: la poesia viene letta alla radio, messa all’asta e diventa uno strumento concreto di solidarietà per le popolazioni colpite dall’alluvione. Settant’anni dopo, Giovanni racconta quella storia alla nipote Anna. Il ricordo della bambina che non riuscì a salvare e quello della ragazza romana che seppe aiutare degli sconosciuti senza poter lasciare il proprio letto finiscono per intrecciarsi. Il viaggio al Cimitero del Verano diventa così un passaggio simbolico tra memoria e futuro, fino alla consegna di una poesia da una generazione all’altra. Ispirato alla vicenda vera di Raffaella La Crociera, Una poesia per rinascere è un racconto sulla forza inattesa delle parole, sulla memoria e sulla possibilità di trasformare la propria fragilità in un gesto capace di raggiungere gli altri. Una storia in cui la grande Storia entra nelle vite più piccole e dimostra che, a volte, non è necessario possedere molto per lasciare qualcosa dietro di sé.

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  1. Una poesia per rinascere

Una poesia per rinascere

Salerno, 25 ottobre 1954. La prima cosa che Giovanni ricordava dell’acqua era il rumore. Non il rumore della pioggia. Quello lo avrebbe imparato ad amare molti anni dopo, quando la pioggia sarebbe tornata a essere soltanto pioggia; qualcosa che batte sui vetri, riempie le grondaie, fa venire voglia di restare a letto. Quella notte, invece, l'acqua aveva un altro suono. Era un rumore che saliva dalla strada e sembrava arrivare da ogni parte. Giovanni aveva nove anni e non sapeva ancora che certe notti possono rimanere dentro una persona per tutta la vita. Correva senza scarpe. Il fango gli arrivava alle caviglie e ogni volta che provava ad alzare un piede sentiva qualcosa tirarlo indietro. Aveva paura di cadere. Aveva paura dell'acqua. Aveva paura soprattutto di non ritrovare sua madre. Intorno a lui Salerno non era più la città che conosceva. Le strade erano diventate fiumi. Le porte del

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