Capitolo III
“Caro Greaves, sono letture un po’ pesanti da fare alla sera.”
Disse volgendo lo sguardo verso il libro che avevo sulle gambe, poi aggiunse con fare ironico :
“Non ho voluto svegliarla, dormiva troppo bene mon cher.”
“Avrei preferito che lo facesse, ora ho la schiena a pezzi.”
“Tranquillo mon ami, conosco uno specialista dell’agopuntura, la rimetterà subito in sesto.”
“No grazie.” dissi balzando dalla poltrona. Odio tutto quello che riguarda gli aghi, e il mio amico, sapendolo, lo ha fatto decisamente apposta.
Sourat suonò per farmi portare la colazione, che venne subito servita dalla nostra governante. Subito dopo aver finito il pasto, avevo una curiosità da esporre al mio amico :
“Come ha fatto a trovare le informazioni sull’autista? Qualche suo informatore segreto?”
“Ah mon cher Greaves, lei ha una grande fantasia. Niente di più semplice in realtà, mi ha raccontato tutto Stampton.”
“Come ha fatto a trovarlo?” Dissi sconvolto
“Très facile, ho fatto una ricerca nei locali, pub e locande vicine a casa di Lord Valley e anche nei locali fuori città. Ho trovato Stampton alla prima locanda fuori dalla City, come dite voi inglesi. Aveva una bella cera, era molto allegro, e posso dedurre che avesse bevuto molto. Gli ho chiesto se aveva accompagnato Lord Valley al porto per andare in Francia e lui mi ha raccontato che gli era stata concessa una settimana di riposo. Ha detto che gli avevano fatto intendere che non ci sarebbe stato più il viaggio per la Francia.”
“Ma Sourat, tutto questo è molto sospetto, non crede?”
“L’ho pensato anche all’inizio, ma poi mi ha detto chi lo aveva informato ovvero Lord Manson.”
“Sourat, vuole dire che Lord Manson ha mentito?”
“Sì, ha mentito a noi oppure ha mentito all’autista.”
“Perché avrebbe dovuto mentirci?”
“E perché avrebbe dovuto mentire a Stampton?”
Questa controdomanda mi lasciò perplesso, ci pensai un attimo e dissi :
“Perché, amico mio, reputa sincera la chiacchierata con Stampton?”
“Mon cher, lei crede che un ragazzo brillo com’era, possa mentire così bene?”
In effetti, il ragionamento di Sourat era esatto, e glielo feci notare, lui non tardò a marciarci sopra :
“Oui, je suis très genial.”
Come al solito le sue autocelebrazioni sono pompose.
“Ora andiamo a casa di Lord Manson, e sentiamo cos’ha da dirci.”
Detto ciò, dopo essermi cambiato (Sourat era già pronto per uscire), scendemmo e partimmo con una vettura di piazza.
Io non avevo idea di dove fosse la casa di Lord Manson. Sourat sembrava sicuro della direzione, forse aveva saputo anche questo da Stampton.
Arrivammo davanti ad una casa in stile vittoriano, con due aiuole che tracciavano il percorso fino alla porta d’entrata, lì ci venne ad aprire una donna, sulla quarantina, con i capelli color rame e un bel sorriso sul viso rotondo. Era la cameriera di Lord Manson, ci fece accomodare in sala e andò a chiamare Lord Manso nel suo ufficio. Sourat scrutò con molta attenzione la sala, e mi disse :
“Ecco quello che si può dire un brutto modo di spendere i soldi.”
Alludendo a tutti i suppellettili e ai quadri del salone.
“Non le piace l’arte amico mio?”
“Biensur, io amo l’arte ma solo quella che si può definire tale, queste opere sono davvero pessime.” disse lui. Appena ebbe finito di parlare tornò la cameriera e ci disse:
“Lord Manson dice che vi attende nel suo studio, prego se volete vi accompagno.”
La cameriera ci accompagnò nello studio. Lì trovammo Lord Manson seduto alla scrivania.
“Benvenuti signori. Monsieur Sourat allora ha deciso di parlare? Bene aspettavo questo.”
“Monsieur Manson, ieri le ho mentito, non sapevo ancora bene chi fosse il vero colpevole. Ma ora, grazie alla mia intuizione unita alla mia grande intelligenza, ho la soluzione.”
“Avanti monsieur, non si faccia pregare.”
“Oui, cercherò di non dilungarmi. Il colpevole voleva cogliermi in fallo, per la prima volta nella mia carriera, ma non ci è riuscito. Infatti fin dall’inizio ho pensato che fosse successo qualcosa durante il viaggio e quindi dovevo viaggiare anch’io per capire bene l’accaduto, fortunatamente non sono partito perché non avrei trovato nulla, poiché tutto si è svolto qui tra la casa, il giardino e una vettura. Ora spiego tutto, in modo che anche il mio caro amico Greaves possa avere chiare le dinamiche. Partiamo dicendo che a lei, monsieur Manson, non è mai stato visto di buon occhio da Lord Valley. Ora che era diventato ministro degli esteri, lei non poteva sopportare che un inetto, dal suo punto di vista, rappresentasse il Paese e avesse una carica più alta della sua. Dunque ha trovato il pretesto per liberarsene. Lord Valley doveva assentarsi dal Paese e nulla poteva evitare che gli succedesse qualcosa durante uno dei viaggi. Quindi ha pensato bene di organizzare un finto rapimento da parte di un ignoto furfante, quando in realtà è stato lei, monsieur Manson, con la complicità di Carton, a farlo sparire. Le serviva un aiuto dall’interno e il fido maggiordomo, che si è rivelato un mero doppiogiochista, era la persona perfetta. Lo avrà convinto promettendo un lavoro al ministero se non erro.”
“No, in realtà Carton in passato aveva subito un torto dalla famiglia di Stampton ed era pronto a farla pagare a lui cercando di incolparlo in tutti i modi.”
“Dunque devo pensare che lei ha dato la settimana di riposo all’autista facendo credere che Lord Valley avesse chiesto a lei di comunicarlo, dato che il ministro era impegnato. Tutto questo immaginando che Stampton ne approfittasse per andare da qualche parte a passare le ferie ma invece il ragazzo è rimasto nei paraggi, così io l’ho trovato e dopo aver parlato con lui sono arrivato alla soluzione.”
"Mi congratulo con lei monsieur Sourat. Credevo di riuscire nel mio intento.”
“Certo sarebbe sciocco da parte sua se ci avesse provato sapendo di sbagliare e di essere scoperto, Ora mi dica precisamente dove si trova Lord Valley, anche se so già che ci posso arrivare da solo, ma sa devo far riposare il mio cervello.” disse in tono quasi scherzoso.
Lord Manson non sembrò così turbato per essere stato scoperto, forse si era già preparato sapendo che nell’indagine c’era di mezzo Sourat.
“Quello che non riesco a comprendere fino in fondo è come mai ha chiesto a me, Théophile Sourat il grande investigatore, di risolvere il caso?”
Chiese il mio amico, con la sua solita dose di autocelebrazione.
“In realtà è stato un eccesso di sicurezza da parte mia. Ho creduto che facendo investigare anche lei, e magari facendo arrivare anche lei alla conclusione che il colpevole fosse l’autista, tutto si sarebbe sistemato poiché la gente avrebbe detto, “se anche Sourat dice così non c’è altra spiegazione”.” disse Lord Manson con un tono amaro e pieno di delusione per la malaparata.
“Ora vorrà essere tanto gentile, Lord, e spiegare tutto alla polizia che è fuori ad aspettare. Non si dimentichi, monsieur Manson, di raccontare a monsieur le capitaine Thompson dove ha nascosto Lord Valley.”
Così dicendo uscì e vidi il capitano Thompson di Scotland Yard accompagnato da un paio di poliziotti che presero l’ormai ex viceministro degli esteri e lo portarono alla centrale.
Una volta a casa Sourat mi disse:
“L’homme et le pouvoir, gli uomini sono sempre pronti a fare qualsiasi cosa per avere tutto nelle loro mani. Moi, preferisco conservare il mio modesto impiego.”
Finita questa piccola perla di saggezza, si mise ad ammirare l’elevato assegno appena ricevuto da un emissario del ministro degli esteri.
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