Capitolo II
Comunque tornando alla storia, uscimmo di casa abbottonati fino al naso e partimmo con la vettura di rappresentanza di Lord Manson diretti in non so quale grande via di Londra piena di personalità importanti. Lord Manson ci spiegò che la casa di Lord Valley si trovava in Kensington Street. Arrivammo davanti ad un grande palazzo in stile vittoriano di ottimo gusto e ci venne ad aprire un uomo alto e slanciato sulla sessantina, Lord Manson ce lo presentò come Carton, il maggiordomo. L’uomo ci spiegò che Lord Valley non era a casa, per quanto ne sapeva era partito per Dover. Quando Lord Manson gli spiegò che aveva saputo da poco che il suo padrone era sparito, il buon maggiordomo si fece cupo in viso, visibilmente turbato dall’avvenimento. Comunque rimase nella sua mise di rappresentante della casa e ci fece accomodare in sala. Il mio amico chiese di poter fare un giro d’ispezione al fine di trovare qualche indizio per capire dove fosse finito Lord Valley, il maggiordomo acconsentì.
Iniziammo dallo studio, che era attiguo al salone,ci fece strada Carton poi si congedò dicendo che sarebbe rimasto a disposizione per qualsiasi richiesta. Sourat iniziò ad ispezionare la stanza, io e Lord Manson ci sedemmo sulle due poltroncine di fronte alla scrivania, guardai il mio amico muoversi con cura tra le carte del ministro lasciate sul tavolo; non aveva l’aria di progredire nell’indagine, si spostò per avvicinarsi agli scaffali della libreria, gli osservò con estrema attenzione, ma non trovò nulla.
“C’est impossible, non mi è mai capitata una cosa del genere, per quanto mi prodighi a cercare non trovo nulla qui, eppure uno studio è il posto più frequentato da un uomo così impegnato. Dunque passiamo alla camera, monsieur Manson chiami il maggiordomo per favore.”
Lord Manson chiamò Carton, l’uomo sembrò leggermente turbato, comunque ci condusse nella camera di Lord Valley e andò via. Qui Sourat cercò ma senza aspettarsi qualcosa di significativo, almeno così mi sembrava.
“Monsieur Manson mi richiami Carton, s’il vous plaît.”
Il Lord fece come richiesto dal mio amico. Carton tornò e Sourat chiese :
“Carton il suo padrone ha detto quale abito avrebbe usato questa mattina?”
“Certamente signore, l’ho preparato io stesso ieri sera.”
“Oui, forse è questo l’abito prescelto?” Disse Sourat avvicinandosi ad un attaccapanni dove c’era un completo di tweed color tortora, elegante e ricercato.
“Sì, signore proprio quello.” Il maggiordomo fu costretto ad ammetterlo.
“Carton mi dica, quando ha visto per l’ultima volta Lord Valley?”
“Dunque signore, questa mattina, come di consueto, ho servito la colazione poi ho controllato con Lord Valley se l’abito fosse giusto e mi sono ritirato.”
“Ha visto il suo padrone uscire?”
“L’ho visto entrare nella vettura dove lo aspettava il suo segretario, e l’ho vista partire.”
“Sa chi era l’autista?”
“No signore.”
“Qualcuno è venuto a fare visita a Lord Valley questa mattina?”
“No signore, nessuno.”
“D’accord, lei dice che non è venuto nessuno ma io non sono convinto.”
Il maggiordomo non disse nulla.
“Può andare Carton.” disse Lord Manson.
“Mi dica monsieur Manson, lei sa, per caso, chi era l’autista?”
“Sì monsieur, si chiama George Stampton, però non so dove abiti.”
“Non si preoccupi monsieur, e cosa mi dice del segretario di Lord Valley?”
“Ha ragione non gliene ho parlato prima perché non credevo che fosse necessario, comunque si chiama Paul Matiers, ha origini francesi, oltre a essere il segretario aiuta anche Lord Valley come interprete.”
“Bien, quindi era indispensabile che andasse anche lui. Dunque , si può pensare che chi ha fatto sparire Lord Valley ha fatto lo stesso con monsieur Matiers.”
“Lei è certo, monsieur, che ci sia qualcuno di mezzo? Non crede che, magari, Lord Valley abbia pensato di non essere l’uomo giusto? con questo non voglio sminuire l’operato del mio superiore.”
“Monsieur Manson, a quanto pare, non ha molta fiducia in Lord Valley, anche se tenta di nasconderlo.”
“Cosa glielo fa pensare monsieur?”
“Nulla, è una mia impressione, e sono famoso per avere una grande capacità d’intuizione. Comunque passiamo ad altro, questo maggiordomo, per quanto lei sappia, è qui da molto?”
“Certo monsieur, Carton è qui da anni.”
“Lei lo conosce bene?”
“Lo vedo sempre quando vengo qui per discutere di lavoro con Lord Valley.”
Sourat non rispose, stava già pensando ad altro, o almeno così sembrava. A un tratto disse :
“Très bien, ho le mie conclusioni. Andiamo Greaves, ci riposeremo e domani daremo la notizia.”
Lord Manson sembrò sbalordito, disse, con un'aria leggermente cambiata :
“Ma monsieur lo dica subito se lei ha tutto chiaro.”
“No monsieur, intendo aspettare ancora un po’.”
“Monsieur la invito a dirlo subito, oppure devo pensare che lei stia facendo il gioco del presunto rapitore di Lord Valley.”
“Io non faccio il gioco di nessuno monsieur Manson, avrà le risposte quando sarà il momento, la saluto.”
Detto questo, Sourat mi fece segno di andare e uscimmo dalla casa del povero ministro degli esteri scomparso.
“Amico mio, devo congratularmi con lei. Questa volta ha superato se stesso, io non ci sarei mai arrivato.”
“Ma io non sono arrivato da nessuna parte mon ami.”
“Non ha già trovato il colpevole?”
“Mais non mon ami, era solo un'uscita di scena plateale, se vogliamo chiamarla così.”
“Io non capisco le vostre tecniche a volte.”
“En effet non capisce mai mon ami. Comunque ora andiamo a trovare l’autista.”
Mentre diceva ciò eravamo già sulla vettura per una destinazione ignota, per me, Io restai in silenzio per tutto il viaggio, offeso dalle affermazioni del mio amico, mentre Sourat restò assorto nei suoi pensieri per tutto il tragitto. Ad un tratto, la curiosità fu troppo forte :
“Adesso come farà Monsieur “sotuttoio” a trovare la casa dell’autista?”
dissi con tono sarcastico, il mio amico non sembrò raccogliere la provocazione, anzi con tono pacato disse :
“Naturellement lei , mon ami, andrà a casa mentre io farò un giretto e scoprirò tutto.”
“ Cosa pensa di trovare? L’autista sarà stato rapito assieme a Lord Valley e al suo segretario.”
“Ho un’idea che occupa tutti i ragionamenti e se trovo quello che cerco sono sicuro che avrò la soluzione in mano.”
Quindi, pensai, ero stato anche tagliato fuori come assistente? Oppure Sourat aveva degli informatori che non voleva fossero conosciuti? E poi quale poteva essere questa idea che ci avrebbe spianato la strada per la soluzione?
Comunque non ci stetti troppo a pensare, anche se la prima idea mi faceva male. Scesi dalla vettura salutai il mio amico e salii a casa.
Sourat tornò nel tardo pomeriggio, fiero delle sue ricerche. Mi feci spiegare tutto, praticamente il mio amico non solo aveva trovato l’indirizzo dell’autista, ma in più aveva già molte informazioni sul suo conto. Pare che in famiglia ci fossero personaggi dalla morale discutibile, però si diceva che il ragazzo non volesse fare la stessa fine e trovando questo lavoro pensava di poter fare una vita modesta ma onesta. Io risposi che, per come la vedevo io, la faccenda era chiara, questo Stampton sicuramente aveva ereditato una parte di furfanteria dai parenti e cogliendo l’occasione aveva rapito con facilità il povero ministro degli esteri. Sourat mi guardò con un'espressione che non riuscii a decifrare, era sorpreso positivamente per la mia intuizione oppure negativamente per la mia ennesima sciocca insinuazione?
Comunque egli disse :
“ Non si può ancora giudicare nulla, sono solo ipotesi, e poi bisogna procedere con un metodo preciso, cher Greaves.”
Questa frase poteva dire tutto ma anche niente. Infatti non ci feci molta attenzione e risposi :
“Ora come procediamo?”
Ma è chiaro, mon ami, ora ceneremo e poi ci faremo una bella dormita fino a domattina.”
Effettivamente erano già le sette di sera e di lì a poco la governante avrebbe servito la cena.
Terminato il pasto il mio amico si congedò dicendo che era stanco e sarebbe andato subito a letto, io invece mi sedetti in poltrona e provai a leggere qualche capitolo di “Tempi difficili” del grande Charles Dickens, ma purtroppo cedetti al sonno appena dopo aver letto l’incipit.
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