Storia · capitolo 6

Volo Spezzato

rime e pensieri di giovanna capretta


 

Luna pallida,

trapassata da un raggio fendente

del Sole nascente.

Luce complice, luce rea!

 

Colpito da un dardo scoccato

un falco stroncato,

ferito, morente.

 

Ma Dio è già sordo al suo grido.

 

Ha gli occhi di fuoco,

ancor fieri del grande passato,

attonito strema là in terra

col cuore impaurito,

coll'ala spezzata,

l'artiglio tirato,

col corpo che pesa dolente

e il respiro affannato:

attende la belva

che lenta e impietosa

si accinge a quel falco,

lì preda impotente.

 

Soccorri il tuo falco,

Signore dell'uomo!

Soccorri il tuo falco

che implora perdono!         

 

Non sia che una fine sì misera

stronchi il volo all’altero sparviero!

Un grido già stridulo e flebile

fa sentire quel falco straniero.

La mente lo porta al suo cielo:

col vento tagliato dal becco,

tra nuvole piene di gelo,

col sole che scalda il suo petto.

 

Ricorda quel tempo lontano,

ricorda la caccia furiosa:

le prede avvistate dall’alto,

afferrate in picchiata rabbiosa.

 

Ma ora la terra lo ferma e fa schiavo:

immobile,

arreso,

impotente.

Intanto la belva lo addenta pe ‘l collo,

lo uccide con fare insolente.

 

Finisce in un lampo il dolore.

 

Perdona il tuo falco,

pietoso Signore.

 

12 dicembre 2023

 

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