Capitolo 10
Erano passati tre giorni dal blitz e cercavo a fatica di riaffondare nella mia solita routine. La pioggia batteva contro i vetri dello studio con una cadenza monotona. Le strade di San Lorenzo erano deserte e io potevo finalmente godere di quella silenziosa solitudine.
Stavo per mandare giù l’ultimo sorso dell’ennesima bottiglia di rum comprata al minimarket sotto casa, quando la porta si aprì.
Come in un déjà-vu, rimasi immobile a fissare il buio oltre la finestra.
«Non era necessario che passassi,» dissi al vuoto. «Il lavoro è finito, ognuno per la sua strada.»
«C’è ancora una cosa in sospeso,» mi rispose una voce femminile. Ma non era Beatrice.
Sull'uscio c'era una ragazza con un bomberino scuro e un cappellino da baseball da cui uscivano capelli biondi tagliati corti sopra le spalle. Riconobbi subito quegli occhi.
«Non dovresti essere in una corsia del Gemelli?» chiesi, senza alzarmi.
Devo ammettere che la mia fredda indifferenza fu messa a dura prova da quella visita. Lucia per me era ormai un caso chiuso, una foto archiviata. Ma la sicurezza che mostrava adesso strideva del tutto con l'immagine della ragazza indifesa che avevo intravisto nei sotterranei dell'Inferno.
Fece un passo avanti e appoggiò sulla scrivania una chiavetta USB in metallo satinato.
«Ho firmato le dimissioni e sono uscita, anche se i medici volevano tenermi in osservazione,» rispose. «Beatrice è sicura di potersi fidare di te. E io mi fido ciecamente di lei. In questa pendrive c’è la verità sull’Albergo Inferno. La Scientifica non troverà nulla nei server che ha sequestrato.»
Fissai quell’oggetto così piccolo. «I server di Lucifero sono stati distrutti. Il mio amico poliziotto mi ha detto che la scientifica ha ricostruito le dinamica dei fatti. Secondo loro è stato una sorta di comando remoto azionato dagli uomini in fuga.»
Un mezzo sorriso, amaro e sottile, le increspò le labbra.
«Questa è la loro versione,» disse, mentre per un istante i nostri sguardi si misurarono nel silenzio. «È vero, i server sono stati formattati. Ma non dagli uomini di Lucifero. Quando ho sentito le porte abbattersi sotto l’urto dell’ariete, ho azionato io la cancellazione un secondo prima che la Squadra Mobile facesse irruzione.»
Se fino a quel momento Lucia era stata un enigma, adesso non avevo più idea di chi mi trovassi di fronte.
«Questa chiavetta contiene l'unico backup integrale esistente: i nomi, i volti, i conti correnti e i video di tutti i colletti bianchi che hanno varcato la soglia dell'Albergo Inferno negli ultimi cinque anni,» continuò diretta.
Rimasi in silenzio. Poi quel vecchio acume investigativo che spinge a dubitare di qualsiasi apparenza ricompose i pezzi del puzzle con una nitidezza spietata.
«Tu non sei mai stata prigioniera di quell’organizzazione,» dissi. «Ci sei entrata di tua volontà.»
«Beatrice non si sbagliava sulle tue capacità,» rispose Lucia. «Sì, ero l'unica persona in grado di penetrare la loro infrastruttura di rete.»
«E il mio ruolo in tutta questa storia qual era?» ribattei, incrociando le braccia. «E non raccontarmi cazzate.»
«Lavoro per un'organizzazione internazionale che ha creato una rete silenziosa di protezione per le donne vittime di tratta. Le nostre informazioni ci avevano portato all’Albergo Inferno come al più spietato hub di sfruttamento della città.»
«Però non potevate bussare alla Questura.»
«Esatto. Dati acquistati nel mercato nero ci avevano rivelato che la polizia non avrebbe mai potuto toccare quella struttura dall'esterno. C’erano coperture istituzionali troppo alte che, però, non siamo riusciti a scoprire.»
«E così ti sei infiltrata.»
«Serviva un cavallo di Troia. Tramite un contatto nella malavita roma, sono stata inserita nel personale. Ero quella che doveva ripulire le tracce delle loro brutalità. Mi tenevano segregata e mi controllavano a vista. Mi ci sono voluti mesi per riuscire a scendere negli scantinati e localizzare la stanza dei server.»
«Bella storia,» la interruppi. «Ma non mi hai ancora detto cosa c'entravo io.»
«Per far scattare la trappola e costringere la Mobile ad agire senza informare i vertici corrotti, serviva qualcuno all'esterno. Un uomo fuori dalle logiche di palazzo, ma in grado di condizionare le scelte operative della squadra. Servivi tu, Dante.»
«E Beatrice?» chiesi, sentendo un brivido freddo risalire lungo la schiena.
«Beatrice è la mente finanziaria della nostra organizzazione,» rispose Lucia. «Sapeva che soltanto un ex poliziotto che non aveva più nulla da perdere — un uomo deluso e distrutto dal sistema, ma con il vecchio fiuto intatto — avrebbe avuto l'incoscienza di FICCARE il naso lì dentro e la credibilità per smuovere la Mobile. Ha scelto lei di venirti a cercare. Era sicura di riuscire a spezzare l’oscurità in cui ti eri rifugiato dopo la morte di tua moglie. Si è sempre fidata di te, anche quando le hai chiesto di accompagnarti all’interno.»
Anche se un istinto viscerale mi diceva di cacciarla via, allungai la mano e presi la pendrive.
«E l'uomo in bianco?» chiesi. «Quello scortato nel SUV grigio la notte del blitz?»
Lucia mi fissò in silenzio.
«Forse la risposta è nella chiavetta che tieni stretta tra le mani,» rispose. «Certamente è una figura chiave in quel sistema criminale. Un trattamento così ossequioso, nei mesi che sono stata sotto copertura, non l’ho mai visto riservare a nessun altro.»
«Perché la stai dando a me?» chiesi con un filo di voce.
«Perché io ti ho portato fino alla porta dell'Inferno, Dante,» disse Lucia, avviandosi verso la soglia. «Forse in quei dati troverai anche le risposte alle tante domande sorde che ti fai ormai da troppi anni sulla morte di tua moglie. Io e Beatrice volevamo distruggere quel posto e salvare quelle ragazze, e grazie a te ci siamo riuscite. Adesso sta a te decidere se consegnare tutto a Marco o cercare una strada alternativa.»
La porta si richiuse alle sue spalle con un soffio d'aria umida.
Rimasi solo. Fissai la chiave di metallo appoggiata sul legno sbalzato della scrivania. La luce del mattino stava filtrando di nuovo tra le tende, ma questa volta il grigio di San Lorenzo sembrava meno denso. La strada verso la luce era ancora lunga, ma per la prima volta dopo anni, sapevo esattamente da dove ricominciare.
Dopo questo capitolo puoi leggere anche
La posizione del Cucchiaio
Durante un incontro ad altissima tensione erotica con un’amante travolgente e spietata (in stile dominatrice), il protagonista maschile viene sopraffatto dal desiderio di lei e dal dolore-piacere di un'esperienza che va oltre le sue capacità di resistenza. Per
Un insolito viaggio di andata e ritorno
UN INSOLITO VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO Era un sabato mattina di fine aprile. In attesa del treno delle 9:10 per Napoli, Olivia si stava godendo la colazione in un bar poco fuori dalla Stazione Centrale di Milano, prima di intraprendere il suo insolito viagg
La mia storia tragicomiconcologica
Anche nelle situazioni più drammatiche si può trovare la forza di sorridere... Vivere un tumore è sempre difficile. In questa storia autobiografica condivido esperienze, pensieri e un pizzico di ironia... con la speranza che possa essere di incoraggiamento
L'imperdonabile
Un uomo ingabbiato in un oscuro segreto, tormentato da un amore per una donna che sembra condividere lo stesso dolore. Il destino attende dietro l'angolo il momento giusto per farsi avanti, per rendere reale il sogno a lungo rinnegato, ma sta ai protagonisti r