Storia · capitolo 6

CAPITOLO 5

MISTEROINMARE di cesare bille

Il comandante è particolarmente agitato stamattina. Non fa che sporgersi da un lato all’altro della barca scrutando il mare con una carta nautica in mano. Sembra cerchi qualcosa che ha perso nel mare, di cosa si tratti, non è dato sapere. Prima va a poppa, poi si reca a prua. Un momento lo vedi a tribordo, quello dopo a babordo. Sempre seguito da due marinai con cui parlotta agitato, il nero e l’orientale. Indica la carta nautica e poi l’orizzonte. I marinai annuiscono con sguardo inebetito. Mi avvicino per capire meglio cosa succeda. «Dovrebbe essere lì,» sta dicendo il comandante ai marinai «ma non c’è!». «Cosa non c’è?» intervengo io alle loro spalle. Il comandante si volta, mi guarda, esita un momento prima di parlare, poi sembra valutare che con me possa esprimersi liberamente: «L’ Isola del Natale». Ci metto un attimo a cogliere le implicazioni della cosa, per un attimo penso di sdrammatizzare con la battuta: «allora adesso è “l’Isola che non c’è”!» poi capisco che non è il momento dell’ umorismo e mi arrischio a chiedere: «come è possibile?» Il comandante deglutisce poi mi spiega: «il sistema di navigazione della barca è saltato. Non funziona bene. Indica una posizione che evidentemente è sbagliata. Non sono sicuro nemmeno che indichi la giusta direzione. Ho dovuto ritirare fuori queste vecchie carte nautiche cartacee per tentare di raccapezzarmi, ma niente, non ne vengo a capo. Non sono sicuro di dove sia il Nord, perché la bussola elettronica non mi convince.» «Possiamo usare la classica bussola di volta, ce n’è sarà senza’altro una sulla barca.» propongo io. «Per Diana! Ha ragione! È così tanto tempo che non la si usa più che l’avevo completamente dimenticata.» poi rivolto ai due marinai: «Andatela a prendere presto!» In quel momento qualcosa di morbido mi striscia sulla coscia. Abbasso lo sguardo repentinamente. È solo mia figlia, che mi guarda con i suoi occhioni e mi dice: «niente Greta’s Bay vero papà?» La guardo col cuore che mi martella in petto, esito un attimo, poi rispondo: «Non lo so ancora piccina, vedremo.» «È tutta colpa di quei mostriciattoli vero?» rincara lei. «Gasteropodi tesoro, sono solo dei gasteropodi. Non lo so piccola, forse hanno rosicchiato i cavi del sistema di navigazione o forse è un caso e loro non c’entrano niente.» Ecco che il marinaio nero torna trafelato e si rivolge concitatamente al comandante: «Comandante, comandante… la bussola è sparita!»

«Che significa “sparita”?» urla il comandante. «Sparita comandante. Non c’è più. Non c’è nel cassetto dove dovrebbe essere. E nemmeno altrove, ho cercato dappertutto!» Attirati dal trambusto che si è ingenerato, si avvicinano anche i burini e i lordi. In un attimo siamo avvolti da un turbinio di domande: «Che succede qui?» «Qualcosa non va?» «Cosa è sparito?» Io rispondo a mezza bocca: «Un po’ di cose…». «Un po’ di cose? Ma che significa? Un po’ di cose cosa?» «Una bussola tanto per cominciare… e di conseguenza un’isola.» rispondo io. Il vociare si fa sempre più concitato, io non li ascolto più, sono come anestetizzato, la scena diventa confusa, la mia attenzione si posa sul marinaio dai tratti orientali, che sta a due passi da noi, appoggiato alla falchetta e guardando il mare sussurra:

«Succede sempre così. Le cose si perdono, se nessuno ci pensa…»

Aggrotto le sopracciglia, non sono sicuro di aver sentito bene, guardo gli altri immersi nella loro discussione, solo io l’ho sentito? Mi volto ancora verso il marinaio orientale per chiedergli spiegazioni. Ma non c’è più, si è allontanato.

Il comandante richiama l’attenzione generale, ci mettiamo tutti intorno a lui, pronti a ricevere istruzioni. «Signori il momento è delicato, ma non bisogna farsi prendere dal panico, ho gestito in passato situazioni peggiori di questa. State tranquilli, che il sistema di navigazione sia saltato non è un problema insormontabile. Adesso vi dico cosa faremo. Per la giornata di oggi non navigheremo, staremo alla fonda. Ripartiremo stanotte con l’ausilio delle stelle per indicarci la rotta. Sappiamo che l’Australia, nostra meta, sta a sud. Seguiremo la costellazione della Cruz, la “stella del sud”, chiamata così proprio perché indica il sud. Questa giornata la dedicheremo al controllo del sartiame, del cordame, delle vele e dei vari apparati della barca. Poi la passeremo a pescare… e a farci un bel bagno a mare!» Subito si alza il coro dei bambini: «Evviva!»

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