Storia · capitolo 36

I giorni

La Grande Casa di Samy


 

E poi ci sono i giorni

in cui le gambe, se pur con fatica,

prendono i sentieri dei boschi a me tanto cari.

 

Mi metto a camminare per ore

e la mente si perde nei ricordi e vola a voi,

a chi il destino ha consesso di esserci

e a chi ha portato via ormai da tempo.

Ma il mio non è un pensiero triste,

a volte è malinconico e sospeso, ma triste mai.

 

Penso a Bael,

a come si lamentava di quanto mangiavamo,

a come diventava matto per accontentarci

e alla fine ci rifilava sempre la pasta scotta.

 

Penso a Behemoth,

sempre a parlare dell’oggetto magico,

a suo dire nascosto in giardino,

alle sue storie di mostri e fantasmi

raccontate per spaventare noi ragazze.

 

Penso a Kore,

sempre leggera e profumata,

che mi parlava della reincarnazione.

 

 

Penso a Nahenia,

a come sapeva riempire la stanza con la sua risata,

eppure, quando si arrabbiava, i quadri del salone

sembravano meno terrificanti di lei.

 

E infine penso a te, Maestro.

 

Alle tue facce sconfortate,

quando non riuscivamo a fare un cerchio perfetto.

Alla tua pazienza,

nell’insegnarci le cose più semplici,

come accendere un fuoco.

Alle nostre risate durante le cene,

ai nostri balli sfrenati, ai nostri pianti

 e a tutti gli addii.

 

Allora mi viene spontaneo

alzare lo sguardo e cercare la Luna,

anche se è giorno e non si vede.

 

E chiudo gli occhi,

e vi ritrovo tutti qui nel cuore,

nella mente, e il ricordo si fa dolce.

 

Grazie di esserci stati!

 

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