I giorni
E poi ci sono i giorni
in cui le gambe, se pur con fatica,
prendono i sentieri dei boschi a me tanto cari.
Mi metto a camminare per ore
e la mente si perde nei ricordi e vola a voi,
a chi il destino ha consesso di esserci
e a chi ha portato via ormai da tempo.
Ma il mio non è un pensiero triste,
a volte è malinconico e sospeso, ma triste mai.
Penso a Bael,
a come si lamentava di quanto mangiavamo,
a come diventava matto per accontentarci
e alla fine ci rifilava sempre la pasta scotta.
Penso a Behemoth,
sempre a parlare dell’oggetto magico,
a suo dire nascosto in giardino,
alle sue storie di mostri e fantasmi
raccontate per spaventare noi ragazze.
Penso a Kore,
sempre leggera e profumata,
che mi parlava della reincarnazione.
Penso a Nahenia,
a come sapeva riempire la stanza con la sua risata,
eppure, quando si arrabbiava, i quadri del salone
sembravano meno terrificanti di lei.
E infine penso a te, Maestro.
Alle tue facce sconfortate,
quando non riuscivamo a fare un cerchio perfetto.
Alla tua pazienza,
nell’insegnarci le cose più semplici,
come accendere un fuoco.
Alle nostre risate durante le cene,
ai nostri balli sfrenati, ai nostri pianti
e a tutti gli addii.
Allora mi viene spontaneo
alzare lo sguardo e cercare la Luna,
anche se è giorno e non si vede.
E chiudo gli occhi,
e vi ritrovo tutti qui nel cuore,
nella mente, e il ricordo si fa dolce.
Grazie di esserci stati!
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