capitolo 2 La corsa
«Ascoltate bene, teste di cazzo! Regola di stasera: ogni pilota porta una passeggera. Niente passeggeri fantasma, voglio i brividi veri dentro l'abitacolo!»
Un coro di urla e fischi approva la regola improvvisata. Sento le mie amiche ridacchiare, ma il mio istinto di sopravvivenza mi suggerisce di fare due passi indietro. Prima che possa muovere un solo muscolo, però, sento una spinta decisa alle spalle. È Lola. Ha un ghigno colpevole stampato in faccia e gli occhi che brillano di pura malizia.
«Tu vai con lui», mi sussurra veloce, spingendomi dritta verso la gigantesca Dodge Challenger SRT nera opaca parcheggiata poco più avanti.
«Lola, sei ufficialmente morta», le sibilo contro, ma lei è già scappata a rifugiarsi tra le braccia di Maya e Sophia, ridendo come una matta.
Rimango intrappolata nello spazio ristretto tra la folla e la fiancata della macchina. La portiera lato passeggero è aperta. Appoggiato al tettuccio, con le braccia incrociate sul petto e un'espressione talmente cupa da fare concorrenza alla notte, c'è lui. Il proprietario della Dodge.
Ha una giacca di pelle scura, i capelli scuri leggermente scompigliati dal vento e un'aria così arrogante che mi fa prudere le nocche delle mani. Non so chi sia ma il suo sguardo fisso su di me ha un peso che mi dà fastidio.
«Se sei qui per fare la preziosa e urlare, l'uscita è da quella parte», mi dice con la voce roca, tagliente come il ghiaccio. Non c'è un grammo di cordialità in quel tono. Mi sta letteralmente sfidando a tirarmi indietro.
È proprio questo che fa scattare la scintilla. Odio i prepotenti. Odio chi pensa di potermi intimidire con due sguardi torvi.
Senza dire una parola, serro la mascella, afferro la maniglia e mi infilo nel sedile del passeggero, sbattendo la portiera con un tonfo secco. Me ne frego del mio orgoglio ferito: se vuole giocare a fare il duro, vedremo chi cederà per primo. Lo stronzo fissa la portiera per un secondo di troppo, chiaramente spiazzato dal fatto che non sia scappata via terrorizzata. Poi sale a bordo, il motore rimbomba con un ruggito feroce che mi vibra nello sterno, e innesta la marcia.
L'attimo dopo, partiamo.
È uno schianto di accelerazione. La macchina schizza in avanti come un proiettile, incollandoci ai sedili mentre i pneumatici urlano sull'asfalto consumato, lasciandosi dietro una scia di fumo bianco e odore di gomma bruciata. Sfrecciamo tra i container a una velocità folle, schivando le altre auto con manovre millimetriche.
Non ho paura della velocità; l'adrenalina pura che mi scorre nelle vene è la stessa che provo quando schivo un gancio sul ring. Ma la guida di Ethan è pura follia: aggressiva, precisa, spietata. Lui non guida la macchina, la domina. Ha la mascella serrata, le nocche bianche strette sul volante, completamente concentrato sulla strada. Per un attimo, mentre illuminiamo i neon della notte, sento il confine tra il pericolo e il brivido assottigliarsi pericolosamente.
In pochi minuti, tagliamo il traguardo con un rombo assordante, lasciando tutte le altre auto a metri di distanza.
Siamo primi.
Il ragazzo spegne il motore di colpo. Il silenzio che segue ronza nelle nostre orecchie, rotto solo dal ticchettio metallico del motore che si raffredda. Scendo dall'abitacolo quasi di slancio, sbattendo la portiera con forza. I miei capelli biondi si scompigliano nel vento mentre cerco con lo sguardo la traditrice della mia migliore amica.
«Lola!» esclamo, puntandole il dito contro non appena la vedo sbucare tra la folla con un sorriso a trentadue denti. «Te la sei cercata, giuro che domani ti faccio fare dieci round di sparring senza paradenti!»
Lola ride, scrollando le spalle senza un minimo di senno di poi. «Oh, dai, ammetti che è stato un ingresso trionfale!»
Prima che possa risponderle, una voce fredda e profonda mi gela il sangue alle spalle.
«Problemi con la tua amica, Athena?»
Mi volto di scatto. Il ragazzo è sceso dalla macchina. Si è tolto la giacca di pelle, rivelando una t-shirt scura che fascia le spalle larghe, ed è appoggiato alla fiancata della sua Dodge con un sorrisetto sfacciato e irritante stampato in faccia. Mi sta studiando dall'alto in basso, come se fossi solo un passatempo divertente.
Il sangue mi va in ebollizione.
Athena?
Ma chi si crede di essere per darmi nomignoli stupidi?
Faccio un passo avanti, incurante della sua stazza e del fatto che tutta la folla intorno si sia improvvisamente zittita, riconoscendo il famigerato Re delle strade. Stringo le mani a pugno lungo i fianchi, pronta a colpire se necessario.
«Il problema principale della serata sei tu, bello», rispondo, la voce affilata come una lama e carica di un disprezzo totale che lo gela sul posto. «La prossima volta che hai bisogno di un fantoccio da scarrozzare per fare il bullo, vedi di trovarti qualcun'altra. Io non sono il tuo trofeo da pista.»
«Non ricordo di averti chiesto di diventare il mio trofeo.»
«E io non ricordo di averti chiesto di chiamarmi Athena.»
«Ti sta bene.»
«Non ti ho chiesto nemmeno questo.»
Il suo sorriso si allarga appena. «Sei sempre così simpatica?»
«Solo con le persone che se lo meritano.»
Per un secondo ci fissammo in silenzio, poi lui scosse la testa, quasi divertito.
«Allora credo che andremo molto d'accordo.»
«Non montarti la testa. Non succederà mai.»
Il sorriso sfacciato però svanì di colpo, sostituito da un lampo di pura sorpresa mista a rabbia nera.
Nessuno gli parla così.
Nessuno a Chicago si azzarda a guardarlo dritto negli occhi senza tremare.
E mentre i suoi occhi scuri si stringono pericolosamente nei miei, capisco una cosa con spaventosa chiarezza: lui è abituato a piegare tutti al suo volere.
E io sono l'unica che ha intenzione di spezzarlo.
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Ed eccoci alla fine anche del secondo capitolo! 🖤🏎️
Okay... qui le cose hanno iniziato a farsi decisamente più interessanti.
Abbiamo finalmente conosciuto Ethan, abbiamo visto Anika finire nella sua macchina grazie alla fantastica idea di Lola 😂 e soprattutto abbiamo assistito al loro primo incontro. E direi che non è andato proprio nel migliore dei modi...
Anika non sa ancora chi sia davvero quel ragazzo e, soprattutto, non ha idea della reputazione che Ethan si porta dietro. Ma una cosa è certa: non si è fatta mettere i piedi in testa da lui.
Ethan invece? Beh... diciamo che non sembra essere abituato a qualcuno che gli risponda a tono.
Ma secondo voi cosa succederà adesso?
Ethan si dimenticherà di Anika dopo quella sera oppure se la ricorderà?E soprattutto... cosa succederà quando scopriranno di essere nella stessa scuola?
Io non vi dico altro, ma vi lascio con una piccola domanda:
Secondo voi chi dei due cederà per primo? 😏
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate del loro primo incontro e, se la storia vi sta piacendo, lasciatemi una stellina! ⭐🖤
Ci vediamo al prossimo capitolo!E fidatevi... questa è solo l'inizio. 🏎️🔥,
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