Capitolo 1
I GEMELLI
CAPITOLO UNO
VIRGINIA BLAKE
V ANNO ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE
Era una classica giornata nebbiosa di Torino nel liceo economico sociale, di una prestigiosa scuola privata frequentata da figli d’ imprenditori. Non c’ erano solo loro: nel mucchio degli studenti c’erano una decina di ragazzi arrivati lì con una borsa di studio e che sudavano tutti i giorni per paura di perderla poiché la scuola richiedeva standard molto elevati.
Tra i giovani meno abbienti c’ era Virginia Blacke una ragazza smunta con lunghi capelli scuri poco curata. Non era brutta ma lo sembrava perché si curava poco del suo aspetto. La pelle pallida mai truccata la faceva assomigliare a una donna malata ed ispirava quasi compassione. I suoi vestiti rappresentavano la monotonia del mercatino di un piccolo paese. Indossava sempre tute scure e jeans neri con maglie bianche. Era molto magra a volte per accaparrarsi le offerte acquistava capi di qualche taglia in più che le cadevano addosso come buste della spesa. Stava dentro a quella scuola perché era molto brava ed intelligente e aveva una media di voti eccellente. Questo l’aveva facilitata a vincere la borsa di studio. Sua madre era una donna delle pulizie e suo padre era fuggito all’ estero con un’altra donna. Viveva nella periferia nord a piazza Alimonda e per raggiungere il centro della città dove si trovava la scuola si alzava all’ alba per non perdere la corriera. Passava il suo tempo libero sui libri non solo quelli scolastici ma anche quelli che prendeva in prestito in biblioteca. Non aveva in casa una tv cavo con delle piattaforme di streaming. Non conosceva le serie tv che sentiva bisbigliare tra i banchi di scuola e la televisione non la coinvolgeva particolarmente. Preferiva perdersi in un romanzo e immaginarsi come la protagonista. Spesso leggeva romanzi d’ amore, quelle emozioni che stuzzicavano la sua fantasia e a volte la spingevano a toccarsi di nascosto nelle parti intime per sentire un’emozione più travolgente della soddisfazione di un bel voto a scuola. Aveva quasi 18 anni e non aveva mai avuto relazioni con nessuno. Non era mai stata baciata o toccata anche solo con una carezza. Lei di solito bramava personaggi dei suoi racconti ma a scuola c’ erano due ragazzi o meglio un unico ragazzo in quanto gemelli che le ricordavano il suo primo romanzo d’ amore che aveva letto all’ età di 10 anni.
In quella storia c’era un ragazzo con profondi occhi azzurri e capelli luminosi quanto un fascio di grano steso sotto il sole che gli faceva pensare ai gemelli Luciarelli. In particolare uno di loro era così audace e pavido come il protagonista dei suoi romanzi. Il modo in cui rispondeva ai professori, l’arroganza in cui guardava il mondo e l’indifferenza che degnava a lei. Tutto le faceva pensare a un personaggio dei suoi racconti. Questo ragazzo era Roberto Luciarelli, il suo sogno proibito.
Quello che teneva nella sua testa e non manifestava il suo interesse all’ esterno, non lo guardava nemmeno. Erano seduti nella stessa fila del banco e lei guardava sempre dritto a sé. Quando c’ erano i compiti in classe lui la degnava di qualche attenzione, le sussurrava parole gentili per farsi passare le risposte. Lei sapeva che lo faceva solo per interesse e che non l’avrebbe mai ringraziata. Però quando lo guardava negli occhi perdeva tutte le sue difese e non riusciva a non aiutarlo e gli passava tutte le risposte che riusciva, appena il professore era distratto.
La sera a casa nel letto ripensava a quel momento e si infilava le mani nella sua parte più profonda, immaginando che fosse la sua mano. Si sentiva appagata man mano che insisteva, che le sue dita sprofondavano nel fondo della sua intimità.
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