Storia · Racconto breve

Abandoned Discoteca

di Mardag

In una discoteca abbandonata, un tempo tempio della notte e della musica, Petralia si risveglia in un luogo sospeso tra memoria, sogno e realtà. Ad attenderla c'è Bernardo, detto Ben, storico dj e custode di quelle sale ormai silenziose, con cui condivide una singolare coincidenza: entrambi sono nati il 29 febbraio. Mentre percorrono insieme gli ambienti de

In una discoteca abbandonata, un tempo tempio della notte e della musica, Petralia si risveglia in un luogo sospeso tra memoria, sogno e realtà. Ad attenderla c'è Bernardo, detto Ben, storico dj e custode di quelle sale ormai silenziose, con cui condivide una singolare coincidenza: entrambi sono nati il 29 febbraio. Mentre percorrono insieme gli ambienti decaduti dell'edificio, tra piste da ballo invase dalla polvere, vecchi privé, topolini, ragni e oggetti dimenticati, riaffiorano ricordi personali e collettivi. Le loro vite si intrecciano con la storia delle grandi discoteche italiane, con la musica che ha segnato un'epoca e con eventi destinati a cambiare il mondo. Il dialogo tra i due diventa un viaggio nell'assenza, nel rimpianto e nelle occasioni perdute, ma anche nella forza salvifica della memoria e dell'immaginazione. In questo spazio fuori dal tempo, dove il passato sembra respirare ancora tra le mura in rovina, ogni dettaglio assume un valore simbolico: una giacca dimenticata, una sfera stroboscopica che riprende a girare, una radio che torna miracolosamente a suonare, una colomba e un piccione coronato che sembrano guidare il cammino della protagonista verso una nuova consapevolezza. Abandoned Discoteca è un racconto sospeso tra realismo e realismo magico, in cui la nostalgia della club culture italiana si fonde con una profonda riflessione sul tempo, sul lutto, sull'identità e sul desiderio di continuare a volare quando tutto sembra essersi fermato. Un omaggio poetico ai luoghi dell'anima, alla musica come memoria e alle persone che, pur scomparendo, continuano a vivere nelle tracce che hanno lasciato.

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  1. Abandoned Discoteca

Abandoned Discoteca

«Che... cos’è?» chiedo, mentre mi risveglio dallo stato di torpore, tornando in me stessa, piano piano.Appena la vista riacquista i dieci decimi, appare nitida davanti a me l'immagine di un uomo: barba lunga, bianca, e occhi vitrei. Attaccatura alta dei capelli abbandonati anche loro a un infausto destino.No, non è Babbo Natale, ma è Bernardo, detto Ben. O forse sarebbe meglio dire: dj-Ben. «Che... ci fai... qui?» chiedo sgomenta, mentre lo vedo cercare di darsi una rassettata, come provasse imbarazzo a mostrarsi in quello stato di estrema sciatteria. Ti vedo, Ben, con gli occhi pieni di comete. Sei il Re Magio che non porta strenne e nemmeno indica la via. Tu mi guardi come fossi la Vergine Maria. Mi contempli come un quadro. Per te non contano gli anni, né i chili in più dei miei non più diciassette anni. «Oh, stai attento a non spazzarmi via», ti dico, mentre da sotto la ba

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