Storia · capitolo 1

I ricordi di un gabbiano

I ricordi di un gabbiano di Rosanna 62

Maria durante la pausa pranzo al lavoro, era uscita dall'edificio per mangiare e guardare il mare.

Lo sguardo si fissò su un gabbiano intento a vedere l'andirivieni di imbarcazioni che entravano ed uscivano dal porto di Trapani; ma il peschereccio che cercava il gabbiano, non era ancora giunto.

Maria incrociato lo sguardo dell’uccello, riconobbe in lui qualcosa di familiare, senza comprendere cosa potesse essere.

Il gabbiano con un rapido volo, si agguantò allo schienale di un tavolino, accanto a Maria e le fece un cenno di saluto.

Alla donna pareva strano e pensò di essere stanca, ma il gabbiano iniziò a scrivere con le zampette sopra ad un tovagliolo, per porgerlo a Maria.

Maria lesse che l'uccello le raccontava di essere molto anziano ed era certo che durante la sua permanenza a Venezia, aveva conosciuto il nonno di Maria; lei era perplessa circa questa affermazione. Ma lui si lasciò andare nei ricordi e stavolta parlò: le raccontò di un uomo molto buono che lavorava al servizio di trasporto vino e stava all'interno delle botti per pulirle; un'estate torrida fu fatale per l'uomo e questo particolare per Maria fu un segno di fiducia verso il gabbiano. 

C'era una curiosità della donna che rivolse all’uccello: da Venezia cosa lo aveva spinto a Trapani? Da quando la Serenissima l'avevano trasformata in una bolgia di turisti, i successori della ditta di vendita vino si erano mossi verso Trapani, e lui con loro. Il peschereccio tanto atteso era in arrivo, il gabbiano aprì le ali per raggiungerlo.

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