Storia · capitolo 7

Capitolo 6 – Il Distacco Nitido

L'Ultimo Assaggio di Loredana Sardo

I gesti del riordino furono lenti, quasi solenni. Preparare le borse, infilare i cappotti, recuperare gli oggetti personali non significava cancellare le tracce, ma custodirne il senso. C'era un rispetto profondo nel silenzio di quei due corpi che accettavano il limite delle proprie scelte senza trasformarlo in una colpa.

Prima di varcare la soglia, si fermarono un ultimo istante nel corridoio.

Ovidio la attirò a sé per un abbraccio finale. Non fu un contatto disperato, ma stretto, lungo, capace di racchiudere il calore del vino, il sapore della pelle, il ritmo del mare e la gratitudine per essersi trovati. Le baciò la tempia, indugiando sul profumo dei suoi capelli per memorizzarlo una volta di più.

«Fai buon viaggio, Ovidio» mormorò Alba, appoggiando i palmi sul suo petto.

«Abbi cura di te, Alba» rispose lui, la voce calda e ferma.

Nessun "ci sentiamo presto", nessuna promessa per un "prossimo anno", nessun impegno che potesse inquinare la purezza di ciò che era stato. Soltanto un sorriso reciproco, sgombro da risentimenti e da false speranze.

La porta di casa si chiuse con un suono pulito. Alba rimase un momento in piedi nell'ingresso, ascoltando il rumore dei passi di Ovidio che scendevano le scale di pietra e, poco dopo, il riavvio del motore che prendeva la via del ritorno verso sud.

Riaprì la finestra per far entrare l'aria fresca della mattina. La casa era vuota, ma non desolata. Nell'aria restava un senso di pienezza e di luce: la certezza rara di aver vissuto un tempo impeccabile, conservato per sempre nella memoria corporea ed emotiva di entrambi.

Torna alla scheda dell’opera

Dopo questo capitolo puoi leggere anche