Storia · capitolo 6

Capitolo 5 – La Sospensione e la Gratitudine

L'Ultimo Assaggio di Loredana Sardo

La luce del mattino filtrò adagio attraverso le persiane socchiuse, tracciando sottili lame dorate nella penombra.

Alba si svegliò per prima, rimanendo per qualche minuto a contemplare il profilo di Ovidio addormentato accanto a lei. Le tempie d'argento, i tratti del volto distesi, la pienezza di un'intimità che non aveva più bisogno di riscatto. Quando lui aprì gli occhi, i loro sguardi si incontrarono con la stessa, nitida consapevolezza del tempo arrivato al pettine.

Ovidio si girò sul fianco, tenendo un braccio piegato sotto la testa di lei, mentre con l'altra mano le accarezzava la schiena.

«A cosa pensi?» mormorò lui.

«A niente» rispose Alba, stringendosi un poco più a lui. «Pensare richiede di stare nel prima o nel dopo. Io sono soltanto qui.»

Ovidio le baciò la sommità del capo. «È strano. A questa età si tende a misurare quello che resta o si è perso. E invece stamattina ho la sensazione assurda che non mi manchi nulla. Nemmeno il futuro.»

«Perché non ci siamo promessi niente, Ovidio. È la promessa che crea il debito, e il debito porta con sé la paura di non poterlo saldare.»

Gli sfiorò la ruga profonda della guancia. «Noi ci stiamo regalando del tempo pulito. È un lusso che ci possiamo permettere perché abbiamo già pagato il nostro conto con la vita vera.»

Lui le prese la mano e le baciò le nocche. Nessuno dei due avrebbe stravolto la propria esistenza. Lui sarebbe tornato alla sua casa e alla struttura collaudata della sua vita coniugale; lei alla sua solitudine scelta e alla sua indipendenza. Ma quel presente non era una menzogna: era una verità autonoma.

Mentre si alzavano lentamente per riordinare, Ovidio versò due dita d'acqua nei bicchieri e la osservò sistemare i cuscini.

«Lo sai a cosa stavo pensando durante il viaggio?» disse lui con un piccolo sorriso. «A una vecchia commedia teatrale. Alla stessa ora, il prossimo anno. Te la ricordi?»

Alba alzò lo sguardo, un lampo di dolcezza negli occhi. «George e Doris. La locanda in California, il racconto dei successi e dei lutti vissuti separatamente durante gli altri trecentosessantaquattro giorni.»

«Esatto. Mi sono chiesto se noi due non stiamo recitando la stessa parte.»

Alba scosse piano la testa, sfiorandogli le nocche. «Noi siamo diversi, Ovidio. George e Doris avevano trasformato il loro incontro in un'altra istituzione. Avevano un calendario fisso, una promessa rassicurante. Noi non abbiamo un appuntamento per il prossimo anno, e non ci facciamo promesse che non possiamo mantenere. È proprio perché non abbiamo garanzie, che questo tempo è così puro.»

Ovidio le baciò i capelli, respirando il suo profumo. Riconoscere quella differenza spogliava il loro legame di ogni romanticismo di maniera, restituendolo alla verità nuda del loro presente.

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