Storia · capitolo 5

Capitolo 4 – La Notte e il Sonno

L'Ultimo Assaggio di Loredana Sardo

Rientrati nella casa, dove l'aria di mare e il calore del riscaldamento si fondevano in una quiete accogliente, il desiderio si riaccese senza alcuna urgenza, alimentato dal vino e dal freddo pungente lasciato sulla pelle dalla passeggiata.

Fu un'intimità diversa da quella del pomeriggio: meno esplorativa, più profonda e pacificata. Si cercarono nel buio come due persone che conoscono già a memoria la mappa dell'altro e non hanno bisogno di parole. Ovidio la accarezzò con una devozione lenta, assaporando la morbidezza delle sue forme e il calore ritrovato delle sue cosce. Alba rispose accompagnando ogni suo movimento con respiro calmo, guidando il ritmo con i palmi aperti sulla sua schiena.

Il piacere della notte fu denso e prolungato, un'onda tranquilla che li avvolse fino a sciogliersi in un lungo abbraccio silenzioso.

Poi, quando i petti si riassestarono nel silenzio della stanza, arrivò il sonno.

Non fu un torpore stanco, ma un riposo denso e protetto. Si addormentarono incastrati l'uno nell'altra: la testa di Alba posata sull'incavo della spalla di Ovidio, il braccio di lui a chiudere il cerchio attorno al fianco di lei, tenendola vicina come a voler trattenere quell'istante contro lo scorrere delle ore.

Per tutta la notte, i brevi momenti di veglia servirono soltanto a confermare la presenza dell'altro: un piccolo assestamento dei corpi, una mano che cercava la pelle calda, un bacio dato a occhi chiusi sulla tempia prima di scivolare di nuovo nel buio sereno del riposo. Dormirono senza sogni inquieti, lasciando che la notte li custodisse.

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