Storia · Narrativa / non di genere

La Giacca

di Fabiana Febbraro

Da quattordici anni, un’anziana donna senza fissa dimora percorre le stesse strade spingendo un carrello colmo di oggetti smarriti. Gli abitanti del quartiere la credono pazza, qualcuno persino una strega. Nessuno sa che quegli oggetti conservano le storie delle persone a cui sono appartenuti e che lei è in grado di riviverle ogni volta che li indossa o li t

Da quattordici anni, un’anziana donna senza fissa dimora percorre le stesse strade spingendo un carrello colmo di oggetti smarriti. Gli abitanti del quartiere la credono pazza, qualcuno persino una strega. Nessuno sa che quegli oggetti conservano le storie delle persone a cui sono appartenuti e che lei è in grado di riviverle ogni volta che li indossa o li tocca. In una fredda mattina di maggio, la donna raggiunge la stazione e incontra Luana, una quarantenne che ha appena perso il treno per andare al lavoro. Dal suo carrello estrae una giacca verde militare e insiste perché la indossi. Non appena Luana se la mette, viene trascinata nei ricordi legati all’indumento. Attraverso la giacca, Luana rivive la fine della relazione con Dario, l’uomo che l’aveva tradita e che lei aveva amato fino al punto di perdere se stessa. Scopre poi l’esistenza di una lettera mai ricevuta, scritta da Dario un anno dopo la loro separazione e poco prima della sua morte. Nella lettera, l’uomo riconosce la propria incapacità di amare, comprende troppo tardi ciò che ha perduto e affida la giacca e le sue parole alla madre di Luana, sperando di poter ricomporre ciò che ha distrutto. La misteriosa anziana è proprio la madre di Luana. Dopo la morte del marito, la donna aveva abbandonato la propria casa e una vita trascorsa nell’ombra degli altri, portando con sé la giacca e la lettera che non aveva mai trovato il coraggio di consegnare alla figlia. Quindici anni dopo, madre e figlia si ritrovano finalmente di fronte alla verità. Ma conoscere una storia non significa necessariamente poterne cambiare il finale: a volte serve soltanto a restituire un significato a ciò che è andato perduto.

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  1. La Giacca

La Giacca

Le piace camminare, sentire il vento che soffia attorno alle caviglie nude e l’asfalto che le consuma le suole. È solita passeggiare per le stesse vie da anni, quattordici, per essere esatti. Pare che non l’abbiano mai vista fare altro che deambulare con un carrello da supermercato, ricolmo di roba raccolta per strada. Sembra che non abbia una casa e che chiunque cerchi di parlarle riceva sempre, in risposta, un sorriso tirato e un cruccio rugoso. È lei che parla con te, non il contrario. Si dice che una sera del 2021 sia uscita di casa dopo la morte del marito per COVID-19 e che non sia più tornata. Le malelingue mormorano che sia una strega, che le cose che si porta dietro siano possedute e che nessuno di coloro che hanno avuto in sorte di fare la sua conoscenza sia sopravvissuto per raccontarlo. Oggi, in questa giornata di maggio stranamente fredda, lei inizia il suo solito giro, m

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