Storia · capitolo 1

testo unico

Premio Camelia 2026 di Monza26

PREMIO CAMELIA 2026

Sono fortunata e posso dire di aver raggiunto un bel traguardo. È una soddisfazione, piccola, ma pur sempre una soddisfazione. Ebbene sì, tra qualche momento salirò sul palco per la premiazione del prestigioso “Premio Camelia 2026”. Dopo anni passati a scrivere racconti su racconti e partecipare ai più disparati concorsi, finalmente sono riuscita a conquistare il mio posto tra i migliori scrittori esordienti. L’atmosfera è eccitante: è presente un grande pubblico, ci sono i giurati, gli altri finalisti e io, la vincitrice.

C'è da esserne orgogliosa e in effetti lo sono, il mio ego è soddisfatto, cammino a un metro da terra, da quando mi hanno comunicato di aver vinto il premio. Lo stomaco continua a contrarsi per l’emozione e sul muso un sorriso compiaciuto è stampato da giorni.

Il palco è bellissimo, tutto ornato di fiori, tende soffici rendono l'atmosfera ancora più romantica. La premiazione di un prestigioso premio letterario è sempre un evento pubblico memorabile e di gran moda. La sala lentamente si è riempita di giornalisti, presentatori di network, rappresentanti di case editrici, curiosi e un pubblico variegato proveniente dalle più disparate parti del cosmo.

In attesa dell’inizio, da dietro le quinte osservo gli addetti concludere l'allestimento con gli ultimi dettagli: i volumi dei libri impilati uno sopra l’altro, il tavolino girato un poco a sinistra, i fiori che inondano di primavera il palco, il conduttore della premiazione che dà le ultime indicazioni. L'atmosfera è elettrizzante e io sono in trepidazione.

Dai, non è il primo concorso a cui partecipo, so come funziona, però è il primo che vinco e sento un’emozione che non avevo mai provato. Ho riciclato il vestito della cerimonia di unione di mia cugina, in quell' occasione avevo fatto la mia bella figura. Persino mia zia Miuccia mi aveva fatto i complimenti per come l’indossavo. Quindi ho pensato che potesse andare bene anche per la premiazione del “Premio Camelia 2026”. L' emozione è difficile da contenere, ho i baffi tutti elettrizzati.

Vicino a me ci sono gli altri due finalisti. Due personaggi, strani e normali a modo loro. Abbiamo scambiato qualche parola nei camerini, quando ci hanno presentati. Uno di loro lo conosco, bazzica anche lui negli ambienti dei concorsi. Ci scambiamo i complimenti e poi un paio di occhiate come per dire: “Finalmente ci siamo anche noi”. L’altra finalista è una tipa un poco particolare, dà poca confidenza e mormora sottovoce tutta la sua soddisfazione con poche parole misurate. La truccatrice ci comunica che un velo di trucco serve per apparire in video più telegenici. Dobbiamo dare una bella impressione, quindi tutti e tre pronti per una rapida sessione trucco per una colorazione antiriflesso super fashion. Va bene, i network hanno pagato e vogliono una visione televisiva dei vincitori vendibile sui più famosi network. Mancano cinque minuti all'inizio della cerimonia: “Fuori tutti! grida il presentatore si comincia!”

Il presentatore è davanti a noi finalisti e dà le ultime indicazioni «Come abbiamo fatto in prova, mi raccomando.» Lo conoscono tutti, lui è Randy Scotti, il più famoso presentatore dell’universo. Qualsiasi super evento è presentato da lui, una garanzia in termine di ascolti. Sempre affabile, misurato e con una capacità di mettere a proprio agio chiunque. É simpatico, durante le prove ci ha fatto ridere parecchio e ha smorzato quell’atmosfera di serietà che volevano i giurati. Adesso sembra più agitato di noi. I membri della giuria sono pronti ad entrare. Musica! Entra Randy Scotti, grande applauso del pubblico, dice due parole e presenta la giuria, applauso. Ecco che sfilano come rockstar, flash di fotografi e applausi del pubblico, qualcuno grida il proprio entusiasmo. I membri della giuria ringraziano felici e prendono posto sulle poltrone sul palchetto.

Randy Scotti riprende a parlare e illustra il prestigioso concorso. Arriva alla premiazione e … musica! Ecco, tocca a noi entrare. Prima i due finalisti e io per ultima. Seguo i miei compagni e le luci subito mi abbagliano. Sento il calore del pubblico, i flash delle macchine fotografiche non mi permettono di vedere il pubblico. Intravedo solo delle forme, silhouette di creature delle quali non riconosco nulla. Cerco Jameson, il mio compagno, deve essere in prima fila, con il posto prenotato. Non lo vedo, mi agito. Randy Scotti continua a parlare, muovo le orecchie in modo scoordinato per l’ansia, sono agitata. Adesso non sento più nulla, sono confusa e stropiccio i polpastrelli in modo nervoso. Sono circondata da forme estranee e cerco tra il pubblico un volto familiare. Guardo sperduta verso la giuria, li conosco, ho parlato con loro prima, ma i loro volti non mi dicono nulla. Mi volto verso Randy Scotti che dà la parola al terzo membro della giuria. È un delaniano, una razza famosa per l'intelligenza e la creatività. È ricoperto di squame, che sotto la luce dei riflettori diventano di vari colori metallizzati: uno spettacolo unico. Consegna il premio al terzo classificato, che sorride soddisfatto ai fotografi.

Ora tocca al secondo membro della giuria. Lei è un’umana, una specie ormai in via di estinzione. Nei mondi liberi incontri ancora qualche essere umano di sesso maschile, perché di femmine ne sono rimaste poche. Fino ad ora avevo visto solo esseri umani maschi. Guardo gli esseri umani, mi impressionano un po’, mi fanno uno strano effetto. Solo due braccia e quei peli in testa...poverini, sono proprio bruttini. Il membro della giuria ringrazia per l'accoglienza calorosa del pubblico, quasi si commuove. Sappiamo tutti che sono in via di estinzione. Ho sentito che stanno cercando di salvarli con un programma di ripopolamento planetario, dandogli un satellite dove vivere e riprodursi. Speriamo funzioni, sarebbe una grave perdita per tutti, pare siano creature molto sensibili.

Randy Scotti riprende la parola e poi musica! Ecco tra poco tocca a me. Cerco lo sguardo di Jameson che alza un'antenna per salutarmi. Faccio un cenno per ricambiare e poi guardo Randy Scotti che ha dato la parola al presidente della giuria.

É un octopodidae, imponente, il tono della voce sicuro, direi maestoso nell'alzarsi sui quattro tentacoli viola. Una creatura sensibile e unica nel suo genere. É il presidente della Lega Letteria dei Mondi Liberi. Per me un vero onore conoscerlo e sapere che apprezza il mio modesto racconto. Elogia il mio lavoro e prende il premio, sorride e mi consegna il più prestigioso premio letterario che io abbia mai desiderato. Mi avvicino e sorrido emozionata. Aspettavo da sempre questo momento, ho guardato per anni consegnare il Premio Camelia per video e adesso che sono qui, dovrei essere contenta. Sono contenta, però quella brama, quel desiderio, quella fame di vittoria e consacrazione sono svaniti. Perché mi sento fuori luogo? Deve essere l’agitazione. Cerco il volto di Jameson, perché intorno a me vedo solo creature sconosciute. Vengo inondata da flash e luci dei fotografi. Desideravo tanto questo momento e sono felice, perché ho vinto. Nello stesso tempo sono qui, ma vorrei essere da un'altra parte del cosmo. Da qualsiasi altra parte. Perché l'emozione fa questi scherzi, non lo so. Jameson mi fa coraggio muovendo velocemente le due antenne, sorrido. Mi ama lo so, ed è orgoglioso di me. Lo guardo e sento che tra tutti questi sconosciuti, lui è vicino e sarà sempre la mia fonte di ispirazione, la vera musa ispiratrice. L'ho esaurito con la mia passione per la scrittura. Ho in mano il migliore premio letterario che ho sempre desiderato e mi rendo conto che scrivere è diventato un modo per viaggiare in altri mondi, altre dimensioni e immaginare qualcosa che c'è, oppure che non c’è. Scrivere per me diventa vivere mille avventure e scoprire che quello che mi rende felice è tornare a casa da Jameson. So già che mi liscerà il pelo corto, mordendomi la coda e io farò le fusa.

“Musica!” grida Randy Scotti. Mi riprendo dai miei pensieri, alzo il premio e sorrido per le foto di rito. L'applauso del pubblico riempie la sala, i membri della giuria e i finalisti si stringono a me, per una foto ricordo: una giornata memorabile!

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Sono seduta in soggiorno. Sorrido, muovendo piano la punta della coda. Ho concluso il mio ultimo romanzo, domani lo consegnerò all'editore. Sposto la zampa e accarezzo con i polpastrelli il segnalibro che uso dagli ultimi 80 anni: una vecchia foto, ormai sbiadita dal tempo.

Nella foto ci sono io, giovane e con il pelo lucido e scuro, mentre ritiro il mio primo Premio Camelia nell’anno 2026. Sul pianoforte in legno ce ne sono altri, conquistati nel corso delle stagioni, ma questo è quello che ricordo di più, il primo e il più emozionante. Questa foto apre e chiude la preparazione dei miei romanzi, mi ricorda che scrivo per vivere ed essere felice. La mostro a Jameson, che sorride e muove piano piano le sue due antenne.

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