Storia · Narrativa / non di genere

Ginevra Valenti

di Francesco Tavola

Nel palazzo dei Valenti, arroccato sopra il mare, Ginevra incarna la perfezione aristocratica; al porto, Elias Thorne affronta ferro, tempeste e uomini con intelligenza ruvida. Lei è ordine e privilegio, lui materia e orgoglio. Durante il restauro del molo, attrazione, sfida e complicità intellettuale li avvicinano fino alla soglia di un amore impossibile. E

Nel palazzo dei Valenti, arroccato sopra il mare, Ginevra incarna la perfezione aristocratica; al porto, Elias Thorne affronta ferro, tempeste e uomini con intelligenza ruvida. Lei è ordine e privilegio, lui materia e orgoglio. Durante il restauro del molo, attrazione, sfida e complicità intellettuale li avvicinano fino alla soglia di un amore impossibile. Eppure entrambi scelgono di non oltrepassarla, convinti che cedere significherebbe tradire sé stessi e distruggere ciò che li rende unici. Quarant’anni dopo si ritrovano a pochi passi di distanza, ancora incapaci di toccarsi. Solo un progetto segreto, il disegno di un ponte concepito insieme, testimonia ciò che avrebbero potuto diventare. Recuperato dal mare dopo la loro morte, il foglio viene sepolto nello spazio fra le loro tombe. Là dove l’orgoglio li aveva divisi, il ponte può finalmente esistere: invisibile, eterno, perfetto proprio perché incompiuto, capace di unire due solitudini senza spezzarne la coerenza più profonda.

Capitoli disponibili

  1. Ginevra Valenti

Ginevra Valenti

La perfezione è incompiuta La treccina ribelle e lo chignon grigio   Il palazzo dei Valenti svettava sulla scogliera come un dente d’avorio conficcato nella roccia. All'interno, il silenzio era interrotto solo dal ticchettio cadenzato di un orologio a pendolo e dal fruscio della seta. Ginevra Valenti sedeva di solito nel salone principale. La postura un capolavoro di ingegneria aristocratica: schiena dritta, mento sollevato di quei pochi gradi necessari a guardare il mondo dall'alto senza sembrare scortese. Appariva ai più dolce, di quella dolcezza spietata che possiedono i fiori carnivori. Sorrideva spesso, una piega nella quale gli occhi restavano freddi, specchi di un’educazione ben fin troppo rigida. Era convinta, con la naturalezza di chi non ha mai dovuto chiedere il prezzo di nulla, che l’ordine dell’universo ruotasse intorno alle sue convinte verità. A tre chi

Leggi il capitolo

Opere simili

Altre opere di Francesco Tavola

Continua a leggere su Camelia

Puoi scoprire altre opere per genere, seguire il profilo autore e salvare le storie che vuoi ritrovare. Esplora i generi letterari oppure torna alla pagina Scopri.