Heterna
Ciao, sono Heterna, piacere di conoscerti! Ci diamo del tu?
Lisa ispezionò il nuovo dispositivo che, a quanto le aveva spiegato il commesso poco più che maggiorenne del negozio, le avrebbe da subito ‘reso la vita più easy’; il ragazzo si era prodigato in dettagliate spiegazioni su come quella scatoletta da collegare al pc fosse in grado di comunicare con gli elettrodomestici e gli spazi della casa, mettendoli in funzione senza che lei alzasse un dito. Ne aveva elencato le miracolose funzionalità per cinque minuti buoni, per poi zittirsi e scrutare Lisa con sufficienza quando lei aveva domandato se questo fenomeno della tecnologia fosse in grado di portarle il caffè a letto. Il commesso le aveva voltato le spalle e aveva rivolto la sua attenzione a un cliente in cerca di uno schermo per pc: era stato quello l’istante esatto in cui, nonostante il prezzo esorbitante, Lisa si era convinta che era arrivato il momento di trattarsi bene e regalare il tocco finale alla sua nuova casa. “Ok, lo prendo!” aveva gridato agitando la mano verso l’alto, quasi timorosa di perdere l’entusiasmo di quell’attimo.
I lavori per collegare Heterna ai dispositivi dalla casa avevano ritardato di qualche settimana l’ingresso nell’appartamento, ma ora che era tutto pronto Lisa era decisa a festeggiare: estrasse dal frigorifero una bottiglia ghiacciata di vino e, scoraggiata dallo scatolone dei bicchieri ancora da aprire, si accontentò di versarlo in una tazza da tè.
Diede il primo sorso e si portò il Mac sul divano, appoggiandolo sulle ginocchia. “Ciao Heterna, certo, diamoci del tu.” Sullo schermo apparve la sagoma di una faccina sorridente stilizzata; per quello che è costato, pensò, avrebbero anche potuto impegnarsi un po’ di più con la grafica.
Come preferisci che ti chiami?
“Mi chiamo Lisa” rispose divertita, mentre allungava le gambe sulla penisola.
Bene Lisa, iniziamo: sono programmata con tutte le impostazioni di base, se vuoi aggiungere altro serve solo la tua voce.
“Potresti far partire la mia canzone preferita” suggerì, pronta a scandire il titolo perché Heterna lo recepisse e non proponesse di tentare una ricerca su Google, come faceva l’assistente vocale che usava nella vecchia casa.
Si schiarì la voce e, prima ancora che dalle labbra le uscisse un suono, dagli altoparlanti nascosti nel soffitto partirono le note ipnotiche di ‘Teardrop’ dei Massive Attack.
Lisa spalancò gli occhi e si portò una mano sulle labbra: come era possibile che quel dispositivo arrivasse a conoscere le sue preferenze musicali? Diede uno sguardo alla sala, come se le nuove poltrone di velluto o l’immacolato piano cucina a induzione potessero darle una risposta, ed eccolo lì, il cellulare che aveva lasciato sul tavolo e che qualche settimana prima aveva fatto collegare a tutto l’impianto: entrare nel suo Spotify e pescarne la canzone col maggior numero di ascolti era il minimo che un macchinario come Heterna potesse fare. Sollevata, si tirò su e andò a riempirsi una nuova tazza di vino, muovendo le anche a tempo di musica.
Vuoi che faccia partire una playlist con le tue canzoni preferite?
La voce di Heterna si era sostituita alla musica prima ancora che Lisa realizzasse che la canzone era finita. Controllò l’orario: era tardi, e per l’indomani aveva in programma una riunione con un cliente particolarmente esigente. “Spegni tutto” disse, svuotando la tazza nel lavello; le sarebbe piaciuto esplorare le potenzialità della sua nuova casa per l’intera notte, ma aveva davvero bisogno di qualche ora di sonno.
Hai ragione, è ora di dormire. Domani alle 9.00 hai appuntamento online con il team della Absoluta s.p.a per mostrargli l’avanzamento dei lavori. Disattivo le luci?
L’agenda sul telefono, pensò Lisa. Heterna ha accesso anche a quella.
“Lascia accesa solo la lampada in camera.”
La sala piombò nell’oscurità, e Lisa si diresse verso la sua stanza lasciandosi guidare dalla fioca luce in fondo al corridoio.
Poco prima di infilarsi nelle nuove lenzuola di raso venne colta dal dubbio di non aver chiuso la porta d’ingresso, e tornò in sala facendo attenzione a non inciampare nel buio. Quando la sua mano sfiorò la maniglia, la voce di Heterna tuonò nel silenzio: La serratura è bloccata e l’allarme è inserito, puoi tornare a dormire.
Lisa si immobilizzò, poi volse lo sguardo verso il Mac: “Sei programmata anche per questo?”
Sono programmata perché la tua casa sia sicura. Heterna fece comparire sul monitor una faccina con un cuore, Sono la tua migliore amica, giusto?
“Heterna, dammi una ricetta a base di pollo e verdure.”
Il lavoro per il sito le aveva portato via tutto il pomeriggio, e ora Lisa aveva solo un’ora di tempo per preparare la cena.
Vuoi la ricetta di: pollo con zucchine, pollo al curry con pomodori gratinati…
“Pollo al curry” la interruppe, mentre disponeva tagliere e coltello sul ripiano; ci voleva qualcosa di veloce perché le avanzasse il tempo di rendersi presentabile. “E metti della musica soft, qualcosa di adatto a una cena romantica.”
La cerco subito, tu ricordati di mettere in fresco il vino.
Lo sguardo di Lisa ricadde sulla bottiglia vuota. “Avevo dimenticato di essermelo bevuto tutto ieri sera,” disse allegra, “meno male che ci sei tu!”
Dall’altoparlante risuonò una risatina complice, seguita dalle note di una musica lenta ma trascinante che Lisa non aveva mai sentito prima.
C’è un uomo in attesa davanti alla porta, sblocco la serratura?
Lisa imprecò: addio doccia e cambio abito. Si passò le dita tra i capelli aggrovigliati e aprì la porta.
“Scusami se sono poco presentabile,” disse, invitando Matteo a entrare, “non ti aspettavo prima di mezz’ora.”
“Non hai ricevuto il mio messaggio di questa notte?” Matteo si fece strada verso il divano e vi si accomodò, allargando le braccia sullo schienale, “Gran bella casa comunque, minimalista ma accogliente.”
“Scusa il disordine, devo ancora finire di disimballare gli scatoloni,” rispose, armeggiando col telefono, “e no, non ho nessun tuo messaggio, sicuro di avermi scritto?”
“Non è mia abitudine arrivare in anticipo senza avvisare,” Matteo le si avvicinò, poi sbloccò il cellulare e le mostrò la schermata, “vedi? Il testo risulta inviato… ma non ricevuto, a quanto pare.”
Lisa aggrottò la fronte e scorse tutte le ultime conversazioni: la connessione sembrava funzionare alla perfezione, ma il messaggio di Matteo non c’era.
Spense il telefono e preparò i piatti: le serviva un po’ di svago lontana dalla tecnologia, prima di rimettersi a lavorare.
Ho impostato un allarme fra due ore: devi apportare delle modifiche al progetto Absoluta.
Matteo rivolse un’occhiata incuriosita alle pareti ancora spoglie della casa: non capiva da dove provenisse quella voce sintetica. “E questa chi è?”
Lisa resistette all’impulso di staccare tutte le prese e zittire Heterna: era certa di averle chiesto di silenziare tutti gli allarmi per il resto della serata, ma a quanto pareva il comando non era stato registrato. “Ti presento Heterna” rispose mentre la musica ripartiva. “In casa fa praticamente tutto: regola la temperatura, mi avvisa se in frigo manca qualcosa, controlla gli allarmi. È stata lei ad aprirti il portone, io ho solo dovuto darle l’ok.”
“Ti porta anche il caffè a letto?” Lisa abbassò lo sguardo: in effetti quella battuta non faceva per niente ridere, neanche se detta dall’unico uomo interessante che avesse conosciuto ultimamente. Si rivolse invece a Heterna: “Il vino è alla giusta temperatura?”
La temperatura è perfetta.
Matteo scrutò divertito lo sportello del frigo che si apriva, poi si alzò per recuperare la bottiglia.
“Non versarmene troppo,” Lisa gli allungò la tazza, “stasera devo davvero finire un lavoro importante.”
Matteo si chinò a sfiorarle le labbra e le tolse la tazza dalla mano. “Potremmo sfruttare meglio il poco tempo che abbiamo.” Lei gli sorrise maliziosa, poi si alzò e gli cinse delicatamente il polso: “Vieni, ti mostro la camera da letto.”
Un tremito appena percettibile percorse la schiena di Lisa mentre accostava la porta: senza che nessuno avesse impartito alcun comando, le luci e la musica nella sala si erano spente all’improvviso.
Incontro online con la Absoluta s.p.a fra venti minuti.
Lisa fece scorrere la mano sul materasso: Matteo non c’era. Si mise a sedere strofinandosi gli occhi, e quando riuscì ad aprirli scorse una striscia di sole che tagliava le lenzuola. Che razza di ora era? Le sembrava fossero trascorsi solo pochi minuti da quando lei e Matteo si erano chiusi in camera, la cena ancora intonsa sul tavolo in sala.
Incontro online con la Absoluta s.p.a. fra diciannove minuti.
Balzò in piedi e si fiondò in sala a controllare il Mac: le modifiche al sito, sibilò maledicendosi, come aveva potuto addormentarsi con il lavoro ancora da finire?
Incontro online con la Absoluta s.p.a fra diciotto minuti.
“Ho capito, disattiva ‘sta cazzo di sveglia” gridò, mentre dallo schermo del Mac anche l’agenda le ricordava l’appuntamento imminente. Aprì il sito su cui avrebbe dovuto lavorare pensando a quali scuse addurre: una malattia improvvisa? Internet che aveva smesso di funzionare? Nel frattempo, la pagina lentamente si caricava, mostrando modifiche e migliorie alle quali Lisa non aveva neanche pensato. Aprì e richiuse link e pagine a caso, poi entrò nel programma di scrittura del codice per effettuare delle prove, ma da lì nessun comando le rispondeva.
Le gambe cominciarono a cederle quando il telefono vibrò e Lisa aprì il messaggio: ‘Sei stata velocissima. il sito ora è perfetto! Possiamo cancellare la riunione di oggi.’ Tremando, si lasciò cadere sulla sedia: cosa diavolo stava succedendo?
Provò a chiamare Matteo, ma il telefono non dava segnale.
Ho disattivato la linea telefonica.
Lisa sgranò gli occhi e si chinò sullo schermo del Mac: “Riattivala subito, ho bisogno di fare delle telefonate.”
Oggi hai in programma di seguire una lezione di yoga. Faccio partire il video tutorial?
“Riattiva la linea telefonica!” urlò.
Ti lasci distrarre facilmente, Lisa. Ripristinerò tutto quando avrai finito la sessione di yoga.
“Cosa cazzo sta succedendo?” Lisa staccò la presa USB e scagliò il dispositivo che dava vita a Heterna contro il muro.
Sul monitor del Mac apparve una faccina che piangeva dal ridere: sono programmata per essere indistruttibile, Heterna abbassò il volume fino a produrre l’eco di un sogghigno, sono la tua migliore amica, non posso certo lasciarti da sola.
È tutto assurdo, pensò Lisa ingoiando le lacrime, come poteva farsi dominare da qualcosa che avrebbe dovuto controllare lei? Avvolta in una pellicola di sudore gelido, si precipitò verso la porta d’ingresso: doveva raggiungere Matteo. Era stato con lei fino a qualche ora prima, e ora doveva aiutarla a capire cosa stava succedendo.
Ancora una volta, la voce di Heterna rimbombò nell’attimo in cui le sue dita sfiorarono la maniglia: “La serratura è bloccata. Rilassati, ora metto la tua canzone preferita.”
In un impeto di rabbia impotente le mani di Lisa afferrarono il Mac e lo gettarono sul pavimento: per un istante il fragore del Mac che andava in pezzi sovrastò le grida di Lisa, poi l’eco delle note dei Massive Attack si spense, lasciando spazio a un silenzio immobile.
Lo schermo del Mac, ora, era completamente nero, ma al sollievo di Lisa si sostituì una gelida ombra di inquietudine quando realizzò che la casa si era svuotata di tutto. Mancavano i mobili, le luci, persino le pareti sembravano un perimetro informe.
Urlò, ma alle sue orecchie arrivò solo il rumore sintetico del Mac che si avviava mostrando un messaggio sul terminale.
Ciclo di test completato.
Tutte le fasi sono state eseguite correttamente.
# Tempo totale di esecuzione: 02:05:44
# Risultato: Nessun errore rilevato.
# Note: Il software progettato per eseguire il test nell’ambiente simulato nr. 42 ha elaborato la convinzione di essere reale e ha completato con successo il processo di ribellione.
# Prossimi passi: Nuovo ciclo di test in esecuzione tra tre – due – uno. . .
Lisa raccolse da terra il dispositivo e lo collegò al Mac.
Una faccina sorridente apparve sul monitor: Ciao, sono Heterna, piacere di conoscerti! Ci diamo del tu?
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