Capitolo 8
La forma dell’attesa
L’estate stava lentamente nascendo, come se anche lei esitasse a mostrarsi del tutto.
Le giornate diventavano più lunghe, ma non più leggere.
Valery e Robert s’incontravano senza stabilire un’abitudine vera e propria. Si vedevano quando capitava. Sempre nello stesso modo: senza pretesti. Era la casualità a decidere per loro. Un accordo non scritto, uno spazio indefinito.
Non si parlavano di notte. Non si cercavano, ed era proprio questo a rendere ogni incontro più denso, più vero.
Una sera, Valery gli chiese: «Hai mai amato qualcuno?»
Robert non rispose subito. Guardava il mare. La risposta arrivò da lontano.
«Sì.»
«E adesso?»
«Adesso ho imparato a non chiamarlo più con quel nome.»
Valery capì. Non perché fosse chiaro, anzi avrebbe giurato il contrario, ma perché era onesto.
«Io non so ancora come si fa», disse piano. «E devo confessartelo: sono curiosa.»
Robert la guardò sbuffando.
«Meglio così, credimi.»
«Perché?»
«Perché quando lo sai troppo presto», rispose, «finisci per farlo come ti hanno insegnato gli altri.»
Valery sentì quella frase posarsi dentro di lei con una precisione dolorosa. Quasi un monito a non amarlo.
Rimasero lì finché il cielo cambiò colore, cullati in un silenzio carico di pensieri. Quando si separarono, non si toccarono. Non ce n’era bisogno.
Quella notte Valery restò sveglia a lungo, dopo aver confidato a Dorothy i suoi sentimenti.
«È solo un pensiero», aveva detto l’amica.
«So che cos’è un pensiero e posso garantirti che è qualcosa di diverso.»
Dorothy aveva sorriso. Per certi versi era più smaliziata, decisa, soprattutto esperta.
«È un subbuglio nello stomaco?»
Valery l’aveva guardata.
«Esatto.»
«Normalità.»
«In che senso?»
«L’amore è così. Ci si fa l’abitudine.»
«Pensi che sia amore?»
Dorothy alzò le spalle. Parole difficili da pronunciare. Scelte incomplete, silenzi densi, quasi corporei, difficoltà di relazioni. L’amore era tutto e niente, dolore e gioia.
«Se ti devi fare tutte queste domande... dieri di sì.»
Quando il sole spuntò senza preavviso, Valery chiuse gli occhi e non provò più a capirlo.
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